Il Vangelo di oggi (Mt 22, 1-14), ci presenta la Parabola del Banchetto Nuziale (Conosciuta anche, come la “Grande Cena), un sontuoso banchetto, che un Re (Dio Padre!), ha imbandito per le Nozze di suo Figlio, a cui ha invitato molte ragguardevoli persone, ma queste, nonostante due ripetuti ed insistenti inviti: “Venite alle nozze” (v 4c), non solo cacciano mille scuse per non andare, ma alcuni se la prendono, persino, con gli stessi messaggeri, insultandoli, arrivando fino ad ucciderli. Il Re, allora, punisce molto pesantemente quegli assassini, e “manda” (da qui, il termine “Apostolo”- “Mandato”) di nuovo altri servi, ad invitare chiunque: “Buoni e cattivi…”(v 10), tipica espressione semitica, per dire proprio “tutti”. Sì, perché: “Il Signore vuole che tutti gli uomini siano salvati” (1Tm 2, 4). A questo punto, la Sala, finalmente, si riempie di commensali. Ma il Re, scorse un uomo che non indossava “l’Abito Nuziale” (v 11), che, cioè, si era presentato al Banchetto in modo superficiale, sottovalutandone l’importanza, e con una veste inadeguata. Dopo lo punirà severamente! Ma al di là di ogni metàfora, il discorso è chiaro: Dio vuole la partecipazione di tutta l’Umanità alla Festa e alla Gioia del suo Regno. Ma, paradosso vuole, che proprio “i primi” invitati, rifiutano in massa, l’Invito. Chi sono costoro? Nel contesto storico, in cui viene narrata la Parabola, Gesù si trova a Gerusalemme, sono gli ultimi giorni della sua vita, dove avviene lo scontro con le autorità Giudaiche, che lo condanneranno a morte! Questi “primi” invitati, rappresentano proprio i membri del Popolo eletto, Israele, che dapprima ha rifiutato i Profeti (“I primi Servi” inviati dal Re), giungendo ad ucciderne alcuni. E non di meno, ancor più grave, il “rifiuto” della Predicazione di Gesù (Adombrato nell’ultimo “invio” di messaggeri), un Invito, poi rivolto a tutti, senza distinzioni: Piccoli, poveri, peccatori, ignoranti, ovvero, tutti gli “esclusi” dalla Comunità religiosa giudaica. Il “rifiuto”, però, non è mai esente da conseguenze (Mi torna in mente, il perenne “Ciclo Salvifico”, presente nella Storia della Salvezza: “Peccato-Castigo-Pentimento-Salvezza!). Purtroppo, quando non sappiamo dare valore, alla “Misericordia” di Dio, inevitabilmente, ci scontriamo sempre con il suo “Giudizio”, che mira solo e sempre, a farci prendere coscienza e consapevolezza, delle “conseguenze”delle nostre scelte sbagliate! Quegli assassini, infatti, “saranno messi a morte e addirittura incendiata la loro Città” (Terribile allusione alla distruzione di Gerusalemme, e del Tempio, ad opera dei Romani, avvenuta nel 70 d.C.). La nostra esistenza, con i talenti che Dio ci ha dato, è una grande possibilità che Lui ci offre, per poter prendere parte, un giorno, alla
Gioia del suo Regno, in una pienezza di Comunione, con Lui e con i nostri fratelli. Rifiutare l’offerta di questa “pienezza”, porrà l’uomo che la respinge, in uno stato di dannazione, nella miseria esistenziale più profonda. Nondimeno pericoloso, è quel certo lassismo, che si accompagna in coloro che si “illudono”, di possedere “false sicurezze”, quasi avessero una sorta di “cambiale” per il Regno. Dotiamoci, pertanto (Finché siamo in tempo!), della Evangelica “Veste Nuziale”, che rappresenta quell’impegno concreto di vita Cristiana, che porterà quei “frutti”, che derivano da una Fede, autenticamente vissuta, e con l’onestà intellettuale, di chi sa scrutare sinceramente sè stesso, se si trova o meno, nella condizione di essere “degno” (o “indegno!”), commensale del
Banchetto Divino. Un Banchetto per il quale, il Figlio di Dio, sposando la nostra umanità, si è “Incarnato”, si è Immolato, facendosi ‘Cibo e Bevanda”, per la Salvezza di noi tutti. E pensare che, ci ha anche dotati “dell’Abito Nuziale”, nel giorno del nostro Battesimo! È un assurdo, ma può capitare di rifiutare questo Invito del Signore, perché siamo sempre impegnati nelle nostre vicende quotidiane (Magari “bramando-poi- le carrube!”), ma Sant’agostino, nella sua prudente “attesa”, diceva sempre: “Ho paura del Signore che passa…!” Anche se il mondo è pieno di “affamati”, tuttavia, ancora oggi, “i più”, non ci accostano alla “Mensa del Signore”. È questo, oggi, il nostro speciale “Banchetto”: la “Santa Eucarestia, che Sant’Ignazio di Antiochia, mirabilmente, amava definire: “Farmaco di immortalità”, o: “Rimedio contro la morte!” Auguriamoci, pertanto, di rispondere, ogni giorno, con gioia, a questo meraviglioso Invito del Signore. Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.🙏❤️🙆🏻♂️
Don Michele Romano

