Spezzano Albanese, 24 ottobre 2026 – Una domenica di profonda grazia e di rinnovato slancio spirituale per la Chiesa locale. Alla celebrazione erano presenti autorità civili, l’assessore del comune di Spezzano e il Sindaco di Cariati. Nella XXX Domenica del Tempo Ordinario, la comunità si è stretta attorno ai suoi nuovi pastori in occasione del rito per l’inizio del ministero pastorale di don Gaetano Federico, in qualità di parroco, e di don Pasquale De Simone, come vicario parrocchiale.
La solenne celebrazione eucaristica è stata impreziosita da una provvidenziale coincidenza di gioia: proprio in questi giorni, in seguito all’Udienza concessa dal Sommo Pontefice a Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, è stata resa nota la promulgazione dei Decreti riguardanti le virtù eroiche del Servo di Dio Alessandro Vitetti, sacerdote diocesano nato a Cirò il 12 ottobre 1915 e morto a Cariati il 24 febbraio 1995. Una figura luminosa di santità sacerdotale che offre a tutta la comunità diocesana un modello altissimo di dedizione e amore evangelico.
Nel corso della sua omelia, l’Arcivescovo ha voluto sottolineare il significato profondo di questo passaggio: «Non celebriamo semplicemente l’inizio di due incarichi, ma un segno della fedeltà di Dio, che non abbandona mai il suo popolo e continua a prendersene cura attraverso il ministero dei sacerdoti».
Richiamando il comandamento evangelico dell’amore di Dio e del prossimo e citando la Regola pastorale di San Gregorio Magno – che definiva il ministero come ars artium, l’arte delle arti –, l’Arcivescovo ha esortato i nuovi sacerdoti a mantenere lo sguardo fisso su Cristo, il Buon Pastore.
A don Gaetano Federico è stato affidato il compito di custodire l’unità, promuovendo la comunione tra le diverse realtà parrocchiali come «padre che accoglie, fratello che ascolta e guida che indica Cristo».
A don Pasquale De Simone è stato chiesto di vivere il ministero di vicario come «presenza fraterna, generosa e disponibile», operando nella corresponsabilità.
Rivolgendosi all’intera assemblea, il vescovo ha ricordato che la parrocchia è viva quando sa farsi vicina a chi soffre e non si chiude in se stessa. Un richiamo forte a non lasciare soli i sacerdoti, ma a camminare insieme affrontando un tempo che richiederà a tutti – clero e laitco – di:
Riscoprire il primato di Cristo nell’annuncio del Vangelo (Kerygma);
Rafforzare i legami di fraternità e di accoglienza;
Crescere nella corresponsabilità che nasce dal Battesimo;
Verificare con coraggio ciò che nella pastorale favorisce realmente l’incontro con Cristo e ciò che domanda di essere trasformato.
La celebrazione si è conclusa con l’affidamento alla Vergine Maria, Madre della Divina Grazia, affinché custodiscano il cammino della comunità e rendano fecondo il ministero di don Gaetano e don Pasquale.

