Pur nell’imminenza della fine dell’anno pastorale in corso, la Chiesa Diocesana di Rossano Cariati si prepara a vivere il 3° Convegno Diocesano, in agenda fin dal novembre scorso, e previsto per sabato 16 maggio presso la Chiesa Parrocchiale San Giovanni XXIII a Corigliano Rossano.
Il pomeriggio vedrà riuniti, sacerdoti, religiosi e religiose, operatori pastorali e fedeli laici intorno al loro Vescovo, Mons. Maurizio Aloise, per riflettere sul terzo ambito di impegno e di rinnovamento della vita ecclesiale diocesana, frutto del cammino sinodale, fin qui svolto.
A sostegno del tema che riguarderà la vita liturgica delle nostre comunità interverranno Don Giovanni Di Napoli, vice presidente del CAL (Centro di Azione Liturgica) e il segretario del CAL don Mauro di Benedetto. A don Giovanni è stata chiesta una Lectio biblica sul brano degli Atti degli Apostoli che riporta il profilo delle prime comunità cristiane e la loro pratica liturgica fondata su assemblee di preghiera, lettura delle Scritture, insegnamenti degli Apostoli e segni di fraternità.
A don Mauro, il compito di aiutare le comunità a riflettere sull’arte del celebrare, oggi, tra tradizione e innovazione. Perché si celebra? Come si celebra? Che cosa si celebra? Ecco le domande fondamentali che potranno caratterizzare il pomeriggio nel quale saranno direttamente coinvolti l’Ufficio liturgico e i settori ad esso connessi e l’Ufficio: Beni culturali ed edilizia del culto. Ma il convegno, sarà certamente di interesse di tutti gli ambiti e i settori della pastorale diocesana, chiamati a celebrare la vita personale e comunitaria, e si propone vero laboratorio per cercare di accorciare le distanze tra la liturgia e la vita concreta delle persone, un vero e proprio “cantiere” col quale fare in modo che le nostre assemblee liturgiche possano diventare luoghi di incontro con Dio con i fratelli e sorelle.
L’incontro si aprirà con l’accoglienza dei partecipanti a partire dalle ore 15.30 e si concluderà alle ore 19.00 con le indicazioni che gli stessi relatori sapranno consegnare alla nostra Chiesa diocesana e ai gruppi liturgici che più di altri saranno chiamati a trovare strade per tradurle in pratica.

