Tre V per un’unica esperienza: il Campo Estivo Ministranti 2026

“Vocazione, Volontariato, Vacanza”: questo è stato il titolo programmatico del Campo Estivo dei Ministranti 2026, svoltosi dal 27 al 30 luglio a Rossano, presso il Monastero di Santa Maria delle Grazie.

Un campo, dunque, a tre V, che ha visto coinvolto un gruppo di ragazzi impegnati nel servizio all’Altare, provenienti da diverse parrocchie della nostra Arcidiocesi, insieme ai seminaristi e all’Arcivescovo Maurizio Aloise, con la presenza di don Marco Fazio e delle Suore Missionarie del PIME.
Quattro giorni intensi e pieni di gioia, durante i quali i ragazzi hanno avuto modo non solo di trascorrere del tempo insieme, al mare e nella preghiera, ma anche di prestare il proprio servizio presso alcune realtà caritative presenti nel nostro territorio: la mensa della Caritas e la Casa Famiglia Aquilone.

Sono state esperienze forti e significative, che hanno permesso di toccare con mano la presenza di Cristo nei poveri e di mettere in pratica la Parola del Signore: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi» (Mt 25,35-36).

L’immagine che ha accompagnato il campo è stata quella del Santissimo Ecce Homo: Gesù flagellato, legato, coronato di spine e ricoperto di piaghe. Questa figura è stata al centro della meditazione durante un piccolo pellegrinaggio al Convento di Mesoraca (KR), dove da secoli viene venerata la miracolosa immagine dell’Ecce Homo.
I Frati Francescani, con la loro generosa ospitalità, hanno offerto numerosi spunti di riflessione. Davanti all’immagine del Cristo, ciascuno ha potuto leggere e rileggere la propria vita, la propria vocazione e anche l’esperienza vissuta accanto ai poveri: in essi serviamo il Signore e nelle loro piaghe riconosciamo le Sue piaghe.

Lo ricorda ancora una volta la Parola del Signore: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40).

Ulteriori spunti di riflessione e meditazione sono stati offerti dalle Suore Missionarie del PIME, che operano nel nostro territorio diocesano proprio a favore dei poveri e dei sofferenti.

Infine, è da sottolineare anche l’aspetto comunionale, la koinonía, che ha visto tutti i partecipanti al campo sentirsi parte di un’unica grande famiglia attorno al proprio Pastore, l’Arcivescovo.

Lo stare insieme, il divertirsi, il condividere momenti di fraternità, se vissuti nel rispetto e nell’amicizia, possono anch’essi diventare occasioni di testimonianza della fede, proprio come avveniva nelle prime comunità cristiane: «Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune» (At 2,44).
Il Campo Estivo Ministranti 2026 si è così rivelato non soltanto un’esperienza di vacanza, ma un vero cammino di fede, servizio e fraternità: tre V che, vissute insieme, conducono a un’unica chiamata, quella a servire Cristo nell’Altare e nei fratelli.

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