Secondo giorno del viaggio in Brasile per il centenario della chiesa di Maria Santissima Achiropita

Il nuovo giorno si apre per noi tutti con una meta ben precisa: Campos do Jordao. La strada che ricorda le montagne svizzere ci conduce ad un ulteriore opera sociale dei padri Orionini: la Casa di Accoglienza “Regina della Pace”. All’arrivo siamo accolti da una trentina di ragazzi, giovani e adulti che in questa sede aderiscono a un percorso di recupero da dipendenza chimica o da alcool.

Celebriamo con loro l’Eucaristia insieme ad amici e benefattori: un momento emozionante di fraternità e di fiducia per chi affida a Dio e a Maria le loro speranze di libertà e di rinascita. Flavio il loro responsabile è per tutti un punto di riferimento. A un suo cenno ognuno sa cosa fare, come muoversi, cosa dire per metterci a nostro agio: rispetto, amicizia e servizio sono i tratti che li contraddistinguono. Don Maurizio, il nostro arcivescovo, li invita a saper ricominciare sempre, a confidare in Maria, nostra Madre Achiropita e li ringrazia per la fiducia che sanno riporre in Gesù, nella sua Parola e soprattutto nella forza dell’ Eucaristia. Nel piccolo ricordino che ci consegnano è contenuta tutta la loro vita, il loro futuro, la loro speranza.

Durante il pranzo preparato con cura da volontari e amici, assistiamo a una canzone scritta e interpretata da Dunga, oggi un famoso cantante brasiliano che ha vissuto la loro stessa esperienza e che da 40 anni, ha fatto suo il motto: “solo per oggi”. Solo per oggi, solo per questo giorno, solo per 365 giorni all’anno moltiplicati per 40 ha saputo dire no alla droga e all’alcool.

Ringraziamo di cuore la comunità tutta, i volontari, i ragazzi e quanti li seguono e riprendiamo il nostro cammino verso Aparecida, il Santuario Nazionale della Madonna ritrovata nelle acque del fiume Paraiba nel lontano ottobre 1717.

Aparecida, il più grande santuario dedicato alla Madonna si situa in una piccola cittadina di campagna. Prima di raggiungerlo veniamo accolti dal vescovo Mario, con il quale ci intratteniamo per una merenda pomeridiana mentre ascoltiamo il suo racconto di pastore chiamato a guidare una chiesa che metà settimana vive come tutte le altre e per i fine settimana moltiplica a dismisura il numero dei suoi fedeli, tra eventi e celebrazioni di ogni tipo. A luì raccontiamo la nostra piccola storia di chiesa che ha per Madre l’Achiropita, mentre l’Arcivescovo, in segno di amicizia e di comunione, gli consegna tre piccoli doni, simboli di Rossano: l’immagine dell’ Achiropita, le miniature del Codex e l’immamcabile liquirizia Amarelli.

Ultima tappa del giorno, quindi il Santuario di Aparecida. All’arrivo, sul piazzale antistante, il nostro sguardo è catturato dall’imponenza della Basilica. Facciamo subito visita alla preziosa immagine contenuta in una nicchia d’oro. Davanti alla Madre Aparecida affidiamo, in una preghiera comunitaria, la nostra Chiesa di Rossano Cariati, la prossima visita pastorale del nostro Arcivescovo… mentre in un raccolto silenzio ciascuno affida quanto più gli sta a cuore. C’è tempo ancora per visitare, contemplare o fotografare ogni cappella, ogni mosaico, ogni pittura, ogni angolo arricchito da preghiera e da opere che raccontano la fede che da secoli conduce qui milioni di brasiliani e di fedeli oltremare.

In tarda serata il nostro cammino riprende verso Rio de Janeiro… ospiti della comunità Orionina, la nostra speranza dopo la Madre è quella di vedere il Figlio, il Cristo Redentore.

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