Anche la Vicaria di Corigliano ha concluso questa sera, venerdì 19 Giugno 2026, la sua terza Assemblea zonale sul tema che ha guidato tutto l’anno pastorale ispirato alla parabola del lievito.
Convocati presso la Parrocchia san Benedetto in Corigliano i partecipanti delle diverse comunità della vicaria hanno riflettuto sul tema che ha guidato l’ultima assemblea diocesana, il mese scorso: Lievito di Santificazione. Nelle parole introduttive dell’arcivescovo ognuno ha potuto trovare elementi per situarsi e riflettere su uno degli ambiti che più ci interpella come cristiani: la vita liturgica, la qualità spirituale delle nostre liturgie e ancora i riti e le preghiere, la fede personale e la fede comunitaria.
Richiamando le ultime catechesi di Papa Leone XIV sulla Sacrosanctum Concilium, Mons. Maurizio ha ricordato a tutti che nella liturgia, attraverso i riti e le preghiere, si concretizza “il Mysterium fidei” e che è il rito a dare forma all’azione liturgica a cui partecipiamo non come “muti spettatori” ma con tutto il nostro corpo, la nostra mente e il nostro cuore così da gustare la presenza di Dio in mezzo a noi.
Ricordando ancora le parole di Papa Leone, l’arcivescovo ha sottolineato come attraverso il rito veniamo formati all’ascolto della Parola di Dio, al rendimento di grazie e all’adorazione, alla condivisione fraterna e alla comunione ecclesiale. Scopriamo di essere un’assemblea dai molti volti, riunita dalla stessa fede.
In seguito i partecipanti, divisi in tre gruppi, hanno avuto modo di riflettere sulle liturgie che viviamo come singoli e come comunità, sia in positivo come negli aspetti che più rendono difficile l’incontro con il Signore e funzionano piuttosto come riti “disturbanti” che non favoriscono la nostra piena partecipazione a quanto viene celebrato.
Dalle sintesi emerse nei lavori di gruppo si possono ritrovare spunti di riflessione e di approfondimento per una pratica liturgica più coerente, più autentica e partecipativa. A tutti, da chi presiede, a chi ha un ruolo nelle celebrazioni a quanti vi partecipano come fedeli è chiesta la testimonianza e l’impegno della vita, perché quanto viene celebrato illumini il nostro quotidiano e quanto viviamo nella vita di tutti i giorni arricchisca sempre di più le nostre liturgie, la nostra preghiera personale e comunitaria.
A conclusione dell’incontro l’arcivescovo ha ribadito ancora come nella liturgia noi tutti veniamo “ristorati, incoraggiati e rinnovati” nel nostro impegno di fede e nella nostra missione, e augurando a tutti una buona estate ha invitato ciascuno a vivere la propria fede ovunque, nel lavoro come nel riposo, nel servizio come in vacanza: ovunque possiamo fare della nostra vita un sacrificio spirituale, santo e gradito a Dio.

