RIAPERTA E BENDETTA LA CHIESA DI MARIA SS. DEL CARMINE A SPEZZANO ALBANESE

Un giorno di festa per la comunità: dopo i lavori di restauro, la chiesa torna al culto. Celebrato anche il Sacramento della Confermazione


Spezzano Albanese, 28 settembre 2026 – È stata una giornata di grande gioia e di profonda partecipazione quella vissuta ieri, 27 settembre 2026, dalla Comunità Ecclesiale di Spezzano Albanese, in occasione della riapertura e benedizione della Chiesa di Maria Santissima del Carmine, al termine di un importante percorso di restauro.
La solenne celebrazione eucaristica, presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Maurizio Aloise, ha segnato un nuovo inizio per questo luogo particolarmente caro alla comunità, che torna così ad accogliere i fedeli e a essere nuovamente luogo di preghiera, celebrazione e incontro.

Prima della benedizione della chiesa, l’Ufficio Tecnico della Diocesi, nella persona del Vice Direttore Ach. Antonio Aprelino, ha proceduto alla consegna all’Arcivescovo della chiesa restaurata e del giornale dei lavori, quale testimonianza del percorso compiuto per restituire l’edificio al culto e alla comunità.
Il recupero è stato possibile grazie al finanziamento ottenuto attraverso i fondi dell’8xmille, con il fondamentale accompagnamento e la supervisione dell’Ufficio Tecnico Diocesano, che ha seguito l’iter dei lavori. Nel corso della celebrazione è stato espresso un sentito ringraziamento a quanti, a diverso titolo, hanno contribuito alla realizzazione dell’intervento: dall’Ufficio Tecnico alle maestranze, alle ditte e a tutti coloro che hanno collaborato al restauro.
«Oggi non riapriamo soltanto una chiesa fatta di pietre»
Nel corso della sua omelia, S.E. Mons. Maurizio Aloise ha sottolineato il significato profondo della giornata, andando oltre il valore materiale della riapertura dell’edificio.
«Oggi non riapriamo soltanto una chiesa fatta di pietre. Oggi il Signore ci ricorda che la vera Chiesa siamo noi», ha evidenziato l’Arcivescovo, richiamando il valore della comunità cristiana come autentico luogo vivo della presenza di Dio.
Le pietre, i muri, l’altare e l’intero edificio, ha ricordato Mons. Aloise, rappresentano la fede di tante generazioni e la preghiera di tante persone che in questo luogo hanno incontrato il Signore. Ma una chiesa, per quanto bella, «rimane soltanto un edificio se dentro non c’è una comunità viva».
Da qui l’invito rivolto a tutta la comunità a fare della riapertura non soltanto un momento celebrativo, ma una rinnovata occasione di impegno, fraternità e testimonianza.

La giornata ha avuto un ulteriore e significativo motivo di festa con la celebrazione del Sacramento della Confermazione, amministrato nel corso della Santa Messa a un gruppo di 46 giovani della comunità.
Rivolgendosi ai cresimandi, l’Arcivescovo ha evidenziato la particolare coincidenza tra la riapertura della chiesa e il loro ingresso più consapevole nella vita della Chiesa: «Questa chiesa di pietra riapre al culto e voi oggi diventate, in modo ancora più consapevole, pietre vive della Chiesa di Cristo».
La Cresima, ha spiegato Mons. Aloise, non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa che chiama i giovani a una fede personale e consapevole. La professione di fede, celebrata nel giorno della Confermazione, diventa così una scelta e una responsabilità: vivere il Vangelo nella quotidianità, nelle famiglie, nella scuola, nelle amicizie e nella società.
Richiamando le parole di San Paolo – «Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù» – l’Arcivescovo ha invitato i ragazzi a imparare a guardare la vita con gli occhi di Gesù, attraverso l’amore, il perdono, il servizio e l’attenzione verso gli altri.

Particolarmente significativo è stato il richiamo al Vangelo della XXVI Domenica del Tempo Ordinario, nel quale Gesù racconta la parabola dei due figli chiamati dal padre a lavorare nella vigna.
«Oggi lo Spirito Santo non viene semplicemente a confermare quello che siete. Viene a mandarvi», ha detto Mons. Aloise ai cresimandi.
La «vigna» è la vita concreta di ogni giorno: la scuola, le amicizie, la famiglia, il mondo nel quale i giovani vivono. Lavorare nella vigna significa, ha spiegato l’Arcivescovo, testimoniare il Vangelo attraverso gesti semplici e concreti: avere il coraggio di essere buoni, non partecipare alla cattiveria, chiedere scusa, perdonare, aiutare chi è in difficoltà, non lasciare solo chi è solo, rispettare i genitori e usare responsabilmente le parole, anche sui social.
Un invito, dunque, a trasformare la Parola ascoltata in vita vissuta.
Mons. Aloise ha inoltre ricordato che il primo figlio della parabola, inizialmente contrario alla richiesta del padre, alla fine cambia idea e va nella vigna. Un’immagine che richiama la possibilità, sempre aperta, di cambiare strada: «Il Signore non cerca persone perfette. Cerca persone disponibili a lasciarsi trasformare».

La riapertura della Chiesa del Carmine è stata quindi presentata come un’occasione per rinnovare anche la vita della comunità.
«Non facciamo in modo che si riaprano soltanto le porte dell’edificio. Facciamo in modo che si aprano le porte della nostra comunità», è stato l’invito dell’Arcivescovo.
Una Chiesa capace di accogliere, di ascoltare il giovane senza giudicarlo, di sostenere le famiglie nelle loro difficoltà, di accompagnare gli anziani nella solitudine e di offrire a chi ha sbagliato una possibilità di ricominciare.
«Questa chiesa sarà veramente viva non quando sarà semplicemente piena di gente, ma quando sarà piena di carità, di fraternità, di perdono, di preghiera e di speranza», ha sottolineato Mons. Aloise.
La giornata del 27 settembre ha così unito due importanti segni per la comunità di Spezzano Albanese: la restituzione di un luogo sacro alla preghiera e al culto e la confermazione nella fede di una nuova generazione di giovani.
In conclusione della sua omelia, l’Arcivescovo ha affidato alla Vergine Maria, Madre del Carmelo, i giovani cresimati e l’intera comunità, chiedendo che la chiesa appena riaperta possa essere sempre «piena di una Chiesa viva».
«La Chiesa non è soltanto un luogo dove venire: è una comunità alla quale appartenere e una missione da vivere», ha ricordato Mons. Aloise.
La comunità di Spezzano Albanese guarda così con gratitudine al cammino compiuto e con rinnovata speranza al futuro, perché la Chiesa di Maria Santissima del Carmine possa tornare a essere, giorno dopo giorno, casa di preghiera, luogo di incontro, spazio di accoglienza e segno della fede viva di intere generazioni.
Maria, Madre del Carmelo, accompagni i nostri giovani e tutta la comunità e ci insegni, come lei, a dire al Signore non soltanto con le parole, ma con tutta la vita: «Eccomi».

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