Dal 24 al 29 giugno 2026 l’Arcivescovo ha presieduto le celebrazioni del Sacramento della Confermazione in diverse comunità parrocchiali dell’Arcidiocesi, incontrando centinaia di ragazzi e giovani chiamati a confermare la propria fede e ad accogliere il dono dello Spirito Santo.
Il calendario delle celebrazioni ha interessato:
• 24 giugno 2026 – Parrocchia San Bartolomeo, Area Urbana di Rossano;
• 25 giugno 2026 – Parrocchia San Francesco di Paola, Area Urbana di Corigliano;
• 26 giugno 2026 – Parrocchia San Francesco di Paola, Terranova da Sibari;
• 27 giugno 2026 – Parrocchia San Giovanni Calibita, Caloveto;
• 28 giugno 2026 – parrocchia Santa Maria Assunta, Campana;
• 29 giugno 2026 – Parrocchia San Benedetto, Area Urbana di Corigliano.
Nel corso delle celebrazioni l’Arcivescovo ha rivolto ai cresimandi un intenso invito a vivere con gioia e responsabilità la loro appartenenza alla Chiesa, esortandoli a non allontanarsi dalle proprie comunità parrocchiali, ma a diventare protagonisti della loro vita ecclesiale e testimoni credibili del Vangelo nel mondo.
Rivolgendosi ai ragazzi e ai giovani, ha ricordato il significato profondo dei gesti del sacramento:
«Con l’imposizione delle mani su di voi invocheremo il dono dello Spirito Santo. È un gesto antico, semplice e profondissimo, che ci riporta alla Pentecoste, quando gli Apostoli, pieni di paura, si sono ritrovati improvvisamente trasformati: da persone chiuse nel Cenacolo a testimoni coraggiosi del Vangelo.
Quel gesto dice una cosa molto importante: lo Spirito non è un’idea, ma una presenza viva che entra nella storia concreta delle persone e la cambia dall’interno. E oggi quella stessa storia continua in voi.
Poi sarete unti con il Sacro Crisma. È un segno bello, che parla senza parole. Nella Bibbia l’olio è segno di forza, di consacrazione, di presenza di Dio. E quel profumo che si diffonde durante la celebrazione non è un dettaglio secondario: è come un linguaggio silenzioso che dice che la vostra vita, da oggi, è chiamata a “profumare di Cristo”.
Sulla vostra fronte sarà tracciato il segno della croce. È un segno semplice, ma decisivo. Rimarrà invisibile agli occhi, ma indelebile nell’anima. È come se il Signore dicesse a ciascuno di voi: “Io ti conosco, ti affido a me, mi fido di te”. Non siete chiamati per caso, non siete uno tra tanti: siete chiamati per nome.»
Al termine delle celebrazioni l’Arcivescovo ha affidato i nuovi cresimati all’intercessione della Beata Vergine Maria, incoraggiandoli a custodire il dono ricevuto, a partecipare con fedeltà alla vita della Chiesa e a lasciarsi guidare ogni giorno dallo Spirito Santo, perché possano essere autentici discepoli missionari nelle loro famiglie, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e in ogni ambiente della società.

