Il brano Evangelico di oggi (Mt 19, 16-22), ci presenta “un tale”, che chiede a Gesù: “Maestro cosa devo far di buono per “avere” la vita eterna?”(v 16). Alcuni manoscritti dicono che si tratta di un giovane (Che,
verosimilmente, ci rappresenta un po’ tutti). Gesù gli indica la via della “povertà”, perché molto “ricco”. Ecco perché, gli risponde un po’ bruscamente: “Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo!” (v 17a). Subito dopo, risponde alla sua domanda, dicendo: “Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti” (v 17b). Il giovane reagisce e chiede: “Quali comandamenti?” (v 18a). A questo punto Gesù, gli enumera i comandamenti, che, guarda caso, il giovane conosceva già: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso” (vv 18b-19). Notiamo, che il giovane ricco, aveva chiesto cosa fare per vivere “accanto a Dio” (La “Vita eterna”), ma Gesù gli ricorda solo i comandamenti che parlano del rispetto della vita, accanto al prossimo. Infatti, non menziona i primi tre comandamenti , che definiscono la relazione “diretta” con Dio, perché per Gesù, staremo bene con Dio, solo se sapremo stare bene con il prossimo! Non serve, quindi, prenderci in giro: La “porta” per giungere a Dio, rimane sempre il prossimo: “Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede” (1Gv 4, 20b). A questo punto il giovane incalza: “Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca? (v 20). Davvero strano: Osservava i comandamenti senza sapere a cosa gli servivano! A saperlo, certo, non avrebbe fatto questa domanda a Gesù. È un po’ quello che succede a molti “cattolici” che nemmeno sanno, perché sono cattolici. Sempre convinti di essere nel giusto, appagati da ogni “Osservanza Religiosa” e rispetto di ogni “Pratica Rituale”, che finiscono per tradire ogni “sicurezza”, allorquando puntiamo tutto sull’AVERE (“Cosa mi manca?”), sempre a discapito dell’ESSERE (“Vieni e Seguimi!”). Anche le nostre “sicurezze”, entrano in crisi, quando il Signore ci chiede di relazionarci con Lui, una “Relazione” che in fondo ci destabilizza, perché richiede in noi “un Cuore Nuovo”, capace di un passaggio fondamentale: Da bravi e pii osservanti, di una “Ritualità impeccabile: “Tutte queste cose le ho osservate…”, in veri “Credenti” (Partecipio presente…, ossia: “Credere oggi!”). L’osservanza dei Comandamenti, è solo il primo gradino, di una scala che va molto più in là e più in alto. Gesù, infatti, chiede di più e fa la proposta radicale al giovane (“Pur guardandolo con amore…!”, preciserà Mc 10, 12): “Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi! (v 21). Il giovane, a questo punto, non se la sentì. Infatti: “Se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze” (v 22). Gesù, ha rispettato la sua “libertà “, non lo ha più richiamato. Gli ha indicato la “Via del Regno”, ordinandogli la scelta dei “poveri”, che Lui proclama “Beati”, perché loro è il regno, dei poveri (Lc 6, 20; Mt 5, 3). Del resto, Gesù stesso, è vissuto da povero (È “l’Anàw” per eccellenza!): Non possiede nulla per sé, “Nemmeno una pietra dove reclinare la testa” (Lc 9, 58). L’incontro di Gesù con questo giovane ricco, deve interrogarci: “Non possiamo servire Dio e mammona”(Mt 6, 24). Gesù, lo sappiamo, è serio: “Chi non è con me è contro di me” (Mt 12, 30a). Dio, non è contro la ricchezza, ma biasima solo il cattivo uso del denaro, soprattutto quando esso diventa un “idolo” nella nostra vita, mortificando tanti poveri, che il Signore ci pone accanto. Certo, anche noi un giorno, dovremmo poter rispondere alla sua Chiamata e alla sua Proposta: “Vai…, Vendi…, dai tutto…e poi Seguimi!” Ci consoli, tuttavia questa grande Certezza: La Gioia che Lui un giorno ci darà, sarà sempre maggiore della “Rinuncia” richiesta. Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.🙏❤️🙆🏻♂️
Don Michele Romano
