“LA GENTE CHI DICE…, MA VOI CHI DITE CHE IO SIA?”

Nel Vangelo di questa XXI Domenica del T.O.-Anno A (Mt 16, 13-20), Gesù pone la domanda fondamentale, sulla quale si decide il destino di ogni uomo: “Ma voi che dite che io sia?” (v 15). La risposta di Pietro, è decisa e sicura: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (v 16). Un discernimento, non tanto frutto della “carne”, quanto della Fede, accolta dal Padre. E Gesù, subito, lo costituisce quale “roccia” della sua Chiesa. Segue, subito dopo, da parte di Gesù, il primo Annuncio della sua Morte e Risurrezione. Notiamo, tuttavia, che in questo brano, ci sono dei forti contrasti, che lo caratterizzano. Intanto, il dialogo tra Gesù e gli Apostoli, che si svolge per “strada”, non a Gerusalemme, culla del sacro, ma nella regione di Cesarèa di Filippo, luogo considerato “antireligioso”, Crocevia e Luogo di Frontiera…! Sulla “strada” dicevamo, non in una Sinagòga o nel Tempio. Quella “strada”, dove normalmente si svolge la vita, nella sua quotidianità…! E’ qui che Dio svela la sua identità, e Gesù vuole accertarsi che i Dodici, scelti con tanta cura e dedizione, siano preparati per la sequela coraggiosa e totale: “La perdita della propria vita per causa mia”, dirà…!” Una richiesta ripetuta ben sei volte nei Vangeli. È quì che Gesù da buon Pedagògo, pone una domanda emblematica: “La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?” (v 13b). Parte, cioè, dal generico, per facilitare e favorire una risposta, dove si registra, addirittura, un sovrapporsi di opinioni: “Alcuni dicono Giovanni Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti” (v 14). Tuttavia, queste risposte, non sembrano interessare granché Gesù, sono servite unicamente a mettere a loro agio i discepoli, per poi prepararli, a quella che dicevamo essere, la domanda fondamentale: “Ma voi chi dite che io sia?” (v 15). È quì, che cala il sipario di un silenzio imbarazzante. C’è questo avverbio “Ma” (spartiacque) nella domanda, che sembra essere un “muro”, che si alza e divide le risposte “scontate”, da quelle “intime” e “personali”, che Gesù si aspetta dai discepoli: di Allora e di Sempre. Sì, direbbe Gesù, è facile riportare il “sentore” della gente…, Ma voi, che siete da tanto tempo con me, che condividete la vita con me, voi che avete avuto modo di vedere e condividere con me, tanti eventi straordinari…, “Voi, dunque, chi dite che io sia?”. A Gesù interessa solo questa risposta, una risposta che sostenuto e guidato dallo Spirito, Pietro darà per tutti: “Tu sei il Cristo …!” Sarà tuttavia, la sua Fede in un Messia “politico”, che spiega i due modi, diametralmente opposti, con i quali Gesù si rivolge a lui: Prima lo loda: “Beato te Simone…” (v 17), ma subito dopo, lo rimprovera aspramente: “Va’ dietro a me, Satana!” (v 23). Questo ci dice, come tante volte, anche noi guardiamo solo al Cristo “Glorioso”, sublimando il “Passaggio” della Passione e della Morte. Purtroppo, non basta sapere che Lui è il Cristo, conoscere tutte le sue “credenziali”, è importante, invece, sapere: “Chi è Lui per me?”. Se accolgo nella mia vita,, quanto Lui mi chiede, saprò anche accogliere la “Via” della Salvezza: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta” (Lc 13, 24a). Non a caso, Luca usa questo verbo: “Agonistès”, una lotta fino all’agonia. È questo che fa la differenza: tra la Fede vera, e quella apparente. Non basta “professare” la Messianicità di Gesù, occorre accettare il progetto del Padre che realizza la Salvezza, attraverso la Morte e la Risurrezione del Figlio. L’altra contrapposizione, è data dalle “Chiavi del Regno” (v 19). Finora ne erano stati detentori: Scribi e Farisei, ma rifiutando il Vangelo, Pietro subentra al loro posto, garante di una Chiesa, nuovo popolo di Dio, che come “Pietre vive”, permette e facilita agli uomini, l’ingresso nel Regno, sia con l’esercizio del Magistero, che col potere disciplinare di: “Legare” (scomunicare), e “Sciogliere” (togliere la scomunica!) Occorre tanta fiducia ed umiltà, per accogliere la volontà di Dio nella nostra vita, diversamente rischiamo anche noi, di pronunciare “bestemmie”, e pensare, come Pietro, “secondo gli uomini”. Auguro a tutti di cuore, di trascorrere una serena e Santa Domenica. 🙏❤️🙆🏻‍♂️

Don Michele Romano

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