“In prossimitate et laetitia” La Festa della Vita Consacrata nell’800tenario del Transito di San Francesco. 01 Febbraio 2026

Giornata di incontro della Vita Consacrata nella chiesa parrocchiale di San Francesco nella diocesi di Rossano Cariati 01 Febbraio 2026
“In prossimitate et laetitia” La Festa della Vita Consacrata nell’800tenario del Transito di San Francesco.
Si è aperto con un momento di preghiera nel ricordo degli ultimi giorni del transito di San Francesco, il pomeriggio che, ha visto riuniti le consacrate e i consacrati della nostra Chiesa diocesana presso la Parrocchia San Francesco d’Assisi a Mirto-Crosia. In un clima di ascolto e di lode si sono ripercorse le tappe dei suoi ultimi giorni così come sono state raccontate da Tommaso da Celano nella Vita Seconda del Poverello di Assisi.

Ma dopo il racconto di uno dei suoi biografi sono state le parole di Fra Gaetano Paolo, parroco della Parrocchia di Sant’Antonio a Terranova da Sibari, a riportarci alla fonte del pensiero stesso del Serafico Padre, un pensiero che ha attinto ai suoi scritti soltanto recentemente nonostante gli 800 anni dal suo passaggio sulla terra.

Con passione e profondità Fra Gaetano ha riletto alla luce della parola “prossimità” alcuni punti del “Testamento di Siena” scritto da Francesco molto probabilmente nell’aprile/maggio 1226.
In esso emerge la prossimità come stima dell’altro, del fratello perché per il Santo, tutti gli uomini sono guidati da Dio e lui stesso camminava sempre in compagnia di un fratello per avere qualcuno a cui obbedire. Infatti, preferiva non comandare ma rimettersi alla volontà di un altro, anche dell’ultimo novizio arrivato.

Francesco tratteggia poi tre tipi di obbedienza:
1- Vera obbedienza è fare ciò che ci viene detto;
2- Obbedire nonostante riteniamo sia più giusto fare diversamente da come ci è stato ordinato, offrendo a Dio il nostro pensiero, la nostra opinione divergente, così che l’altro non si senta sempre messo in discussione o giudicato, ecc.
3- Disobbedire solo se il superiore ordinasse qualcosa di contrario all’anima e tuttavia restare fratelli, riannodando la fraternità, Questa è perfetta obbedienza. Questa è obbedienza, anzi fraternità come prossimità.

E ancora prossimità come dare l’esempio: tutto ciò che apprendiamo nella vita va restituito a Dio e ai fratelli. Occorre riconsegnare a Dio ogni arte appresa, tutto ciò che impariamo, va donato a Dio attraverso i fratelli…senza tenere nulla per sé, senza ingannarli.

E infine prossimità come scelta di metter da parte tutto ciò che ci divide, dipendendo gli uni dagli altri, vivendo della povertà, fedeli alla Madre Chiesa e ai suoi sacerdoti, ministri dell’Eucaristia: una sintesi che San Francesco farà sua soltanto dopo la crisi che lo avrebbe portato ad allontanarsi dai suoi stessi fratelli. Sarà la risposta del Signore e il dono delle stigmate presso La Verna, a restituirgli la gioia della fraternità, la strada della prossimità.
E in fraternità si è vissuto anche un momento di convivialità negli spazi della parrocchia che ha messo a disposizione dolci e bevande per accompagnare uno scambio fraterno di conoscenza reciproca. Ad essa ha fatto seguito l’adorazione eucaristica con alcuni spunti di meditazione tratti dalla Lettera di Mons. Stefano Rega alla Vita Consacrata Calabrese e dal Messaggio del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica per la XXX Giornata della Vita Consacrata.

Infine la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Maurizio Aloise che ha voluto unire la Giornata della Vita e la Festa della Vita Consacrata alla Celebrazione di apertura dell’ottavo centenario del Transito di San Francesco, rendendo la Parrocchia di Mirto Crosia, Chiesa Giubilare sul nostro territorio diocesano.

condividi su