IL GRANDE (ED “UNICO!”) COMANDAMENTO: “AMARE DIO E IL PROSSIMO!”

Nel brano Evangelico di oggi (Mt 22, 34-40), dopo che Gesù aveva fatto tacere i Sadducèi, sulla questione della risurrezione
(vv 23-33), ora sono i Farisei, nella persona di un Dottore della Legge, a tendere una domanda- trappola a Gesù, chiedendo: “Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?” (v 36), sperando di farlo schierare, a favore di una determinata scuola di pensiero, per poterlo poi screditare. Infatti, gli Scribi avevano diviso la Legge (O meglio “estrapolato” dal Decalogo), dalla Toràh, ben 613 precetti (Mitzvòt): 365 – Uno per ogni giorno dell’Anno (azioni da evitare); e 248 – Uno per ogni osso del corpo umano (azioni da compiere!). Gesù, a questo punto risponde citando lo “Shemà Israel”, la Preghiera fondamentale Ebraica, unendo, così: L’Amore per Dio (Dt 6, 5), e l’Amore per il prossimo (Lv 19, 18), ponendoli sullo stesso piano, dove: Amare il prossimo, non è un’opzione, ma il metro tangibile (il “Banco di prova”, dirà Sant’Agostino) con cui misuriamo il nostro Amore per Dio. Infatti, ci dice l’Apostolo Giovanni: “Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede!” (1Gv 4, 20). Questa meravigliosa “sintesi” di Gesù, va a rivoluzionare la pratica religiosa del tempo, un Amore quello proposto da Gesù, che non va confuso con una emozione passeggera, al contrario: Lui parla di una dedizione assoluta, che coinvolge l’intera persona: “Amare con tutto il cuore” (Le sue decisioni); “Con tutta l’anima” (La sua essenza vitale); “E con tutta la mente” (La sua intelligenza!). Questo significa ristabilire la “priorità” di Dio nella nostra vita, perché: “Dio è Amore”, ci dice instancabilmente l’Evangelista Giovanni, e “chi non Ama, non ha conosciuto Dio, che è Amore”. E, purtroppo, chi non ha fatto esperienza del Dio-“Amore”, si vede che è ancora “legato”, alla logica del Dio- “Timore”, dell’Antico Testamento. Occorre passare, pertanto, dalla “Professione” della nostra Fede: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me” (Mt 15, 8), alla vera “Confessione”, perché alla fine, saremo tutti giudicati sull’Amore: “Ogni qualvolta avrai fatto (o meno) questo, all’ultimo dei tuoi fratelli, l’avrai fatto (o meno), a me”
(Mt 25,40). Comprendiamo, così, come unica e meravigliosa, sia stata la risposta di Gesù, al dottor della Legge, che ha messo sullo stesso piano, “come riflessi in uno specchio”, l’Amore verso Dio e verso il Prossimo. Mi piace, ora concludere, questa nostra Riflessione di oggi, con una Preghiera che mi ha particolarmente colpito, e che voglio insieme a voi, innalzare a Dio, nostro Padre, fonte di ogni Amore: “O Signore, donaci un Cuore, capace di Amare, dilata gli spazi del nostro Cuore, affinché possiamo accogliere, sul tuo esempio, chi è solo nella Vita, chi non è stato mai amato da nessuno, facendogli sperimentare Amicizia e Comprensione, anche quando dovesse mancare, ogni “Riconoscenza umana!” Amen ! Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.🙏❤️🙆🏻‍♂️

Don Michele Romano

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