
L’insegnamento che ci dà oggi Gesù, nel Vangelo (Mt 6, 24-34), è quello di sapere “spiritualizzare” sempre più la nostra vita, per imparare a coglierne quei valori, che possono davvero costituire “la fonte”, della nostra vera gioia: “Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (v 33). Oggi, purtroppo, nel nostro mondo, capita che, proprio perché siamo consapevolmente privi di “beni spirituali”, ci attacchiamo alle “attrattive” di questo mondo! Ecco perché Gesù, ancora una volta, ci mette di fronte a una scelta radicale: “Non potete servire Dio e la ricchezza” (v 24b – Mammòna, nella vecchia traduzione, cioè il dio Denaro!). Sarebbe bello, a tal proposto, se andassimo a rileggerci, l’incontro di Gesù, con il giovane ricco (Mt 19, 16-30). Ne va della coerenza e dell’autenticità della Fede, che un Cristiano deve poter professare, e soprattutto vivere! Certamente il Signore, non disconosce: l’importanza del nutrimento, del vestire, di quanto ci occorre per la vita di ogni giorno. Ma non sono queste cose – ci fa capire – a dare il vero “senso” alla nostra esistenza. Infatti, quanti inutili affanni affliggono tante persone, per questo morboso attaccamento alle cose di questa terra. Che poi guarda caso, finiscono sempre e solo per procurarci amare delusioni. Dobbiamo recuperare la bellezza della nostra Fede nel Dio “Provvido”, che sa di cosa abbiamo (veramente) bisogno, “ancor prima che gliele chiediamo!” In questo, siamo sollecitati da Gesù, a guardare con “spirituale intelligenza”, anche agli uccelli del cielo e ai gigli del campo, che vengono comunque nutriti dal Padre Celeste, e adornati di particolare bellezza, come “neanche Salomone, in tutta la sua gloria, andò vestito”, come Dio riveste un papavero di campo!” (v 29). Allora, se guardiamo gli uccelli del Cielo, poniamoci con fiducia, la domanda, che ci rivolge il Signore: “Non valete forse più di loro?” Impariamo allora, a “fidarci” davvero del nostro Dio. Viviamo il tempo presente: Giorno per giorno, accettando le nostre debolezze e fragilità. Dio e’ certo: Non ci lascia mai soli: “Non preoccupatevi dunque per il domani…, A ciascun giorno basta la sua pena” (v 34). Non lasciamoci, pertanto, sopraffare dagli eventi del quotidiano, il Signore è sempre accanto a noi: “Io non ti dimenticherò…” (Is 49, 15). Dio, che ci ha dato il “Più” (la Vita), non mancherà di darci anche il “Meno” (il cibo e i vestiti)! Perché, dunque, affannarsi in inutili preoccupazioni, noi che spesso, forti delle nostre sicurezze e ricchezze di questo mondo, a volte ci sentiamo dei “padreterni”, ma poi, subito dopo, ci rendiamo conto della nostra impotenza e nullità: “Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?” (v 27). Ogni preoccupazione, in tal senso, e ogni affanno, risultano essere sempre, per noi tutti, inutili e dannosi: “Tutto è vanità…” – ci ricorda Qohèlet (Qo 1,1b); “Anche questo è vanità…” (Qo 2, 19c). Dio, nostro Padre Celeste, che ha cura del nostro “presente”, immancabilmente, avrà cura, anche del nostro “domani”. Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.🙏❤️🙆🏻♂️
