“Dove l’amore chiama per nome!” Ritiro mensile USMI domenica 19 Aprile 2026.
È il tema sul quale, le religiose dell’USMI diocesana, riunite per la consueta mattinata di preghiera, presso la comunità delle suore Riparatrici del Sacro Cuore, hanno vissuto il loro ritiro mensile orientato da Don Domenico Simari. Il titolo riprende evidentemente, il brano dell’incontro di Maria Maddalena con il risorto la mattina di Pasqua, quando Maria lo riconosce come suo maestro solo dopo essersi sentita chiamata per nome: “Maria”.
Prima ancora di iniziare la riflessione, don Domenico ha voluto riunire ogni comunità in piccoli gruppi chiedendoci di condividere come e quando ci sentiamo chiamate per nome da qualcuno, quali emozioni o sentimenti si muovono in noi.
L’esercizio ha permesso l’ascolto reciproco e lo scambio sincero su ciò che proviamo sia quando ci sentiamo chiamate, sia quando chiamiamo per nome qualcuno. La dinamica ha dato, così, a tutte la possibilità di comprendere meglio cosa abbia sperimentato Maria Maddalena in quel mattino di Pasqua, quando ha sentito di nuovo la voce del maestro.
Gratitudine e resilienza sono le parole che possono riassumere tutta la sua vita. Gratitudine verso il maestro che l’ha amata e guarita. Resilienza perché saprà essergli fedele fin sotto la croce. E il mattino di Pasqua saprà da dove ripartire, non si chiude in casa come i discepoli, si mette in movimento, sa dove andare per fare esperienza di resurrezione.
Il suo cammino verso il sepolcro, quando era ancora buio, segue un itinerario ben preciso che don Domenico ha suddiviso in quattro momenti:
- Il pianto e la memoria svuotata.
- L’equivoco dell’ortolano.
- Il risveglio di Maria.
- Dall’appartenenza alla missione.
La riflessione profonda e appassionata su ciascuna di queste tappe, ci ha condotte dai sepolcri vuoti davanti ai quali, spesso ci intratteniamo a lungo, nel pianto e nello sconforto, chiuse quasi come in una trappola che non ci fa vedere o ascoltare se non il nostro dolore, alla gioia di una relazione ritrovata, di un’identità riabilitata, di una missione rinnovata.
Gratitudine e resilienza sono le parole che vogliamo anche fare nostre per l’intensa e dinamica mattinata di preghiera vissuta e per l’invito a ripartire, come Maria Maddalena da quell’Amore che ogni mattina ci chiama, ci toglie dall’anonimato, ci fa esistere risorgere.

