
SOLO “L’OLIO” DELLA CARITÀ, SOSTERRÀ L’ASSILLO DELL’INCONTRO CON GESÙ-SPOSO !
La “Parabola delle Dieci Vergini”, narrata nel Vangelo di questa XXXII Settimana del T.O. – Anno A – (Mt 25, 1-13), fa parte di un più ampio Discorso di Gesù, contenuto nei capitoli 24-25 di Matteo. È un Discorso di chiara natura Escatologica ed Apocalittica, ovvero: Relativo agli eventi ultimi (“Ta’ Èscata”), con l’obiettivo di “rivelare” (Da “Apocalypsis” – “Rivelazione”), alcune prospettive, riguardanti la fine del mondo! E ci mostra chiaramente (Quali “Esempi di Vita” da imitare!), come i Santi (“Le Vergini “Sagge”), siano stati Veri e Coerenti Amici di Dio, che hanno saputo incarnare la sua Parola, in maniera eroica, fino al Martirio. La “Parusìa”, ossia: “La Venuta del Figlio dell’uomo”, vuol farci comprendere l’Evangelista, che, al di là di ogni immaginazione, è un Evento imprevedibile, ma soprattutto, sorprendente! Non sarà una catastrofe, bensì un Evento straordinariamente Salvifico, che richiede, qui e oggi sulla Terra, una costante fedeltà, e una vigilanza attenta! Occorre saper attendere lo “Sposo” – che è Cristo Signore -, con la fiaccola della nostra Fede sempre accesa, e con quella “riserva d’olio”, che rappresenta la perseveranza e la prontezza nell’Ascolto della Parola del Signore, che può arrivare in qualunque momento: “Vegliate, dunque, perché non sapete nè il giorno, né l’ora” (v 13). Tutti coloro che avranno l’opportunità di vivere in questa “vigilante Attesa, certamente, un giorno, faranno esperienza del “Paradiso”, che non dobbiamo intenderlo, semplicemente, come un “luogo”, ma piuttosto: Una meravigliosa esperienza dinamica di incontro con Dio, manifestata nell’accoglienza di Gesù. Con Dio, pertanto, non possiamo permetterci il “lusso”, di farci trovare “impreparati”: la nostra “Esistenza” (È bene ribadirlo!), è il Tempo (del Merito!), in cui possiamo fare esperienza di “grazia”, attraverso l’esercizio quotidiano della Carità. È questa, la “Vigilanza preventiva”, che fa della nostra vita, non una breve corsa, ma una “maratona”, che ci rende capaci di affrontare con Saggezza e Vigilanza, anche l’imprevisto, perché non possiamo correre il rischio di sprecare l’occasione di un Incontro, così “determinante”, un Incontro che può Salvare la nostra vita: “Entrando con lui, alla festa” (v 10a). Ma qui occorre un grande esercizio di “Ascolto” della sua Parola, per saper “riconoscere” la sua Voce e il suo Arrivo. Infatti, solo se su questa terra, ci saremo sforzati di – conoscere e frequentare – il Signore Gesù, nel nostro quotidiano, spesso caratterizzato da cose piccole, e quasi insignificanti (come “l’olio nei piccoli vasi”), allora anche Lui, un giorno, ci riconoscerà! Diversamente, sperimenteremo la tristezza, del rimanere “fuori”: “In verità vi dico: non vi conosco” (v 12). Certo, questo è un linguaggio duro, che oggi diviene un’ammonizione pressante e accorata, anche per la nostra Chiesa, chiamata a vivere – nella Storia – la sua Missione, facendosi Memoria vivente, della venuta del Signore, con la sua attesa vigilante ed amorosa! Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa Domenica.
don Michele Romano
