
A NOI LA GRAVE “SCELTA”: VIVERE NELLA FALSITÀ, O NELLA VERITÀ !?!
Sono molti gli episodi Evangelici, in cui Gesù rimprovera apertamente i Farisei e i Dottori della Legge, per la loro ipocrisia! Anche nel Brano del Vangelo di oggi (Lc 14, 1-6), viene centrato tutto il discorso, nella domanda fondamentale: “È lecito o no guarire di sabato?” (v 3). Segue la significativa ed imbarazzante annotazione di Luca: “Ma essi tacquero” (v 4). Proviamo a immaginare il “dispiacere” di Dio, per questo peccato di falsa apparenza, di inganno presuntuoso. Dio, lo sappiamo, ama gli ultimi ed i semplici di cuore, ma respinge l’animo doppio e la superba ipocrisia! Ora, nella casa del fariseo, dove Gesù era pranzo, in giorno di sabato, c’era anche un malato grave, che “sperava” di essere guarito! Ma la mera osservanza della Legge ebraica, e la (sciocca!) presunzione, di possedere una condotta impeccabile, alla fine, colpisce e “spiazza” i farisei. Infatti, Gesù, non si lascia “imprigionare” dal formalismo di una Legge, “usata” a proprio uso e consumo, perché Lui vuole (E lo farà!), restituire la salute a quel Poveretto. Consapevoli della loro condotta ipocrita: “Chi di voi se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito, in giorno di Sabato?” (v 5), in questo modo, i Farisei sono costretti al silenzio! Il sarcasmo di Gesù, ci insegna che non possiamo “far finta” di vivere i Comandamenti, in modo legalistico e vuoto, ma soprattutto, non possiamo “prendere in giro” il Signore, che ci conosce meglio e prima, di quanto noi conosciamo noi stessi. E qui, mi piace ripeterlo ancora una volta (soprattutto, lo dico per me!): Dio è serio! Ed ha piacere di rapportarsi con persone serie, e soprattutto “vere” ed “autentiche”. L’ammalato del Vangelo di oggi, era un uomo che soffriva di una malattia alquanto pericolosa e degenerativa: l’Idropisìa, il cui sintomo primario, è avere una grande “sete”, ma tu, più bevi, più la sete aumenta, provocando gonfiore e ristagno, nel povero Idròpico. Ebbene, questo povero malato, sembra essere proprio l’Icona e l’immagine, di tutti i Farisei: Infatti, anche loro sono “assetati” di Vita, di Dio, ma nessuna bevanda della loro pratica religiosa, li “disseta”, anzi, li “gonfia” sempre più di invidia e livore contro Gesù. Ecco, carissimi, quante conseguenze pericolose, genera la falsità e l’ipocrisia! Invece, come sarebbe auspicabile, anche per noi tutti, che,
vivendo ogni giorno nella Verità, potessimo meritare la stessa Lode, che un giorno Gesù, ha riservato a Natanaèle: “Ecco davvero un Israelita, in cui non c’è falsità” (Gv 1, 47). Con questo meraviglioso Augurio, sforziamoci anche noi, di vivere ogni giorno nella Verità! Nel contempo, Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.
don Michele Romano
