Commento al Vangelo di oggi

“CHI MI RICONOSCERÀ…, ANCH’IO LO RICONOSCERÒ !”

Nel Vangelo di oggi (Lc 12, 8-12), spicca il tema della “Testimonianza della nostra Fede!” Quanti luminosi esempi, abbiamo nella Chiesa, di Testimonianze vere e coraggiose, il più delle volte, pagate con il prezzo della propria vita, offerta con gioia al Signore. Tuttavia, non dobbiamo pensare che il Martirio, sia esclusiva di pochi o che la Via della Santità, sia solo per una piccola schiera di eletti. Tutt’altro! San Paolo ci ricorda, che: “Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati: “In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità” (Ef 1, 4). Questa è la vera Via della Santità, proposta da Gesù, unico nostro “modello”: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13, 35). Tutti noi lo rinneghiamo, quando non lo poniamo al centro della nostra esistenza. Non possiamo vivacchiare nella “mediocrità”. Quante volte Gesù ci ha detto: “O con me o contro di me!” (Mt 12, 28-37); “Siate freddi o caldi. I tiepidi li
vomito” (Ap 3, 15-19). Lui esige da noi non solo, la semplice “Professione”
(il solo “Dire”), ma anche la coraggiosa “Confessione” (la vera “Pratica”) esterna e pubblica, della nostra Fede, che sarà sempre sostenuta dalla forza e dalla garanzia dello Spirito Santo, sempre attivo in noi, e ci “difende”. Lui, infatti, è il nostro “Paràclito”, è il nostro “Avvocato” (dalgreco: “Paràcletos”, composto da: “parà”-presso, e “calèo”- chiamo = “Chiamo in aiuto!”). Così pure il contrario, non sarà altro che soffrire e perdere la Vita, restando privi della Luce, destinati al supplizio eterno. Il grosso rischio che corriamo, è opporre resistenza a quanto il Signore ci dice, fino a scadere nella “blasfemìa”
(Bestemmia grave!), rifiutando con lucidità e consapevolezza, la Verità del Vangelo: “Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo non sarà perdonato” (v 10). È il peccato, di chi non si riconosce peccatore, e bisognoso del perdono di Dio. Ahimè, questo tante volte, costituisce la nota dolente, anche nella nostra stessa Chiesa. Se oggi, la nostra “Testimonianza Cristiana”, è debole e poco incisiva, è perché manca la preparazione, la formazione, in una parola: non siamo pronti! I Verbi, usati oggi, con forza, da Gesù, sono proprio: “Riconoscere” e “Rinnegare”. Tutto questo, vuol dire: Non solo, non vergognarsi di Lui, ma sicuramente ci chiede questa Testimonianza credibile, coraggiosa, davanti ad una Società sempre piu “scristianizzata”, perché ne va dell’Eterna nostra Salvezza: “Chi mi riconoscerà anch’io, riconoscerò…; Chi mi rinnegherà, anch’io lo rinnegherò…”
(vv 8-9). E ci sprona anche a chiederci: Quanto tempo dedichiamo, al di là dei nostri “devozionismi” -E Dio non voglia, anche “protagonismi”- , all’approfondimento della nostra Fede? Quanto tempo dedichiamo alla conoscenza ed approfondimento della Parola di Dio? Non possiamo dare testimonianza al Signore, “nè rendere ragione della speranza che è in noi” (1Pt 3, 15), se non lo “conosciamo”! Ma mi chiedo: Se non lo “conosciamo”, come faremo a “riconoscerlo” nei nostri fratelli? In un mondo “secolarizzato”, sempre più intollerante verso la nostra Chiesa, il Signore ci chiede di conoscerlo, per incontrarlo, stare con Lui, senza temere l’avversità e il rifiuto di tanti, che si ostinano nella loro cecità, non aprendo con fiducia i loro occhi, davanti alla misericordia di Dio, che sempre (E comunque…!), ci Ama (Forse, tante volte, con grave “Rammarico”,. perché si sa: Quando si Ama…, si Soffre per chi si Ama!), sempre nel rispetto della nostra libertà! Animo, allora, carissimi, è giunto il tempo di “conoscere”
(Ma in senso “biblico”, dove questo Verbo, significa “avere una relazione intima!”), studiare ed osare il Vangelo con sincerità, convinti come siamo, che il Regno di Dio, alla fine, è davvero il Premio, di una fatica coraggiosa! Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.

Don Michele Romano

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