Commento al Vangelo di oggi

I “SEPOLCRI IMBIANCATI”, TRASMETTONO MORTE ANZICHÉ VITA

Nel Vangelo di oggi (Lc 11, 42-46), notiamo come Gesù, usi un linguaggio di condanna, e un atteggiamento molto severo, sia nei confronti dei Farisei, che dei Dottori della Legge, che, seppur impegnati in campo religioso, tuttavia, hanno modi troppo “umani” di vedere l’osservanza della Volontà di Dio. Spesso Gesù, ha usato argomentazioni che rientravano nel quadro dell’interpretazione Rabbinica della Legge, ma in maniera del tutto “nuova e diversa”, perché: “Egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro Scribi (Mt 8, 29). I Farisei erano, come dire, gli “scolari”, docili e fedeli dei Dottori della Legge, essi realizzavano nella vita, ciò che questi insegnavano! Ecco perché, i rimproveri che Gesù rivolge ai Farisei, colpiscono anche loro! Essi, travisando la Legge, che Dio ha dato per il bene e per la Salvezza degli uomini, loro, usando mille cavilli, per sottrarsi egregiamente alla sua osservanza, con la loro dottrina e la loro interpretazione, la rendono un peso insopportabile. I Farisei, essendo molto vanagloriosi, all’esterno, si mostravano osservanti scrupolosi ed irreprensibili della Legge, ma solo nelle “piccole cose”: “Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta, e su tutte le erbe” (v 42a), e poi la calpestavano nei comandamenti essenziali: “E lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio (v 42b). Gesù, d’altronde, esige che la Legge sia osservata nella sua interezza: “Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle” (v 42c). Il Precetto più importante, rimane sempre il Comandamento dell’Amore (Lc 10, 27). Infatti, chi ama: è ingegnoso, creativo, anche nelle piccole cose, ottiene gioie e meriti di fronte a Dio. Perciò che ama davvero, compie tutta la Legge: “Pienezza della Legge infatti è la carità”, ci ricorda San Paolo (Rm 13, 10)! Chi non ama, invece, non osserva nulla! Perché, al posto di amare Dio e il Prossimo, il Fariseo (E qui, ahimè, c’è posto per tutti noi), ama sé stesso, e mette al centro, il proprio “Io”, al posto di Dio! Quando anche noi, ci poniamo sopra il “piedistallo”, dal quale giudichiamo i nostri fratelli, è allora che sperimentiamo come il monito di Gesù- “Guai a voi”- è rivolto anche a ciascuno di noi! Non serve un’osservanza della Legge, che ha per movente l’ambizione, ma deve essere solo: piena obbedienza e fedeltà alla Volontà di Dio: “State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei Cieli” (Mt 6, 1). Ogni buon Educatore: Genitore, Maestro, Sacerdote, ogni buon Cristiano, è colui che in maniera “coerente”, si sforza di vivere le Virtù che insegna. Quanto è bello, diceva San Paolo VI: “Essere un Testimone, più che un Maestro!” Quante volte, forse anche noi, nella nostra vita, abbiamo poco da invidiare a Scribi e Farisei, quando riduciamo la Fede, alla “sterile” osservanza di norme che, come “pesi insopportabili” (v 46) e “Pesanti fardelli”, rendono alquanto faticoso, ai nostri Fratelli, il cammino che conduce a Dio. Mentre noi, ce ne sentiamo “esenti”, perché “esperti” delle cose di Dio, e ci attribuiamo privilegi che i comuni mortali, non si sognano di avere, ma neanche lontanamente. Lo Spirito Santo, pertanto, ci faccia prendere consapevolezza della nostra “mediocrità”, perché solo così (forse!), riusciremo a recuperare nella nostra vita, la “Priorità” dell’Amore autentico, verso Dio ed i Fratelli. Auguro a tutti, una serena e Santa giornata.

Don Michele Romano

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