Commento al Vangelo di oggi

“MOLTI SONO CHIAMATI, MA POCHI ELETTI”

Il Brano Evangelico di questa XXVIII Domenica del T.O.- Anno A – (Mt 22, 1-14), ci presenta la Parabola del “Banchetto di Nozze”, un racconto in cui Gesù paragona il Regno dei Cieli ad un Re, che organizza le Nozze per suo figlio. Dopo aver ultimato tutti i preparativi, il Re mandò i suoi servi a chiamare i “primi” invitati (Metàfora del popolo di Israele e dei suoi Capi Religiosi), ma questi rifiutano l’invito, chi “per occuparsi di del proprio campo, chi dei propri affari…, arrivando persino a maltrattare e uccidere i servi” (v 6). Di fronte a questo rifiuto, il Re manda a chiamare chiunque – “Buoni e Cattivi”(v 10b), lungo i crocicchi delle strade, riempiendo così la Sala della Festa. Questo ci dice chiaramente, che la Salvezza di Dio, è offerta a chiunque, ma ancora oggi, ahimè, quanti di noi, accampano mille scuse, pur di non rinunciare alle “proprie” priorità: “Padre, non vengo a Messa la Domenica, perché essendo l’unico giorno in cui non lavoro, mi voglio riposare e dedicare alla mia famiglia”; Ed ancora: “Purtroppo, Padre, sono impegnato con il Lavoro e non posso venire in Chiesa, il Signore capirà, tanto Lui è misericordioso!” Ecco, questa Parabola, ci insegna che anche Dio ci rimane male, perché Lui è serio, e vuole che anche noi, orientiamo le nostre “Priorità” verso di Lui. E pur nel rispetto della nostra libertà, Lui fa di tutto, ricorrendo ad ogni modo, pur di convincerci ad accogliere il suo Invito, per partecipare alla sua Gloria celeste. Sant’agostino diceva che: “La tavola del Signore è predisposta per chiunque voglia partecipare ad essa. A nessuno viene proibito di avvicinarsi, ma l’importante è il modo di farlo” (Sermo 90,1). Ebbene, il Vangelo, a tal proposito dice, che “il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nunziale
(v 11). Appare chiaro che la Salvezza è offerta a tutti, la porta è “aperta” per chiunque voglia entrare, ma sia ben chiaro: Prima di godere della Gloria, per tutti ci sarà il Giudizio, e qui ci ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica: “Saranno messi in luce la condotta di ciascuno e il segreto dei cuori… (CCC n. 678). Quest’uomo, sprovvisto dell’Abito Nuziale, che rappresenta la conversione interiore e il cambiamento di vita, il rispetto per il Signore e per il suo Amore per ciascuno di noi, ebbene quest’uomo, per la sua superficialità ed incoerenza, resta senza parole… “e viene gettato fuori nelle tenebre” (v 13). Questo ci accade, perché su questa terra, rifiutando la Grazia dell’Invito di Dio, ognuno di noi, si giudica già da sé stesso: “Riceverà secondo le sue opere, e può anche condannarsi per l’eternità, rifiutando lo Spirito d’Amore” (CCC n.679). Solo chi è degnamente disposto, potrà sedersi alla Tavola del Signore. Lo stesso San Paolo, raccomandava ai Cristiani di Corinto, prima di avvicinarsi al Banchetto dell’Eucarestia: “Ciascuno, dunque, esamini sé stesso e poi mangi del pane e beva del calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il Corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna”
(1Cor 11, 28-29). Nella frase a chiusura della Parabola: “Molti sono chiamati, ma pochi eletti” (v 14), Gesù ci ricorda che l’Invito è universale, ma richiede una scelta di adesione reale e coerente, per poter partecipare un giorno alla Gloria del Banchetto celeste. Preghiamo, pertanto, che il Signore, un giorno, ce ne renda degni. Auguro a tutti di cuore, di trascorrere una serena e Santa Domenica.

Don Michele Romano

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