
L’INCONTRO CON GESÙ, CAMBIA LA VITA !
Oggi nel Vangelo (Gv 1, 47-51), Gesù vedendo Natanaèle che gli veniva incontro, in modo così aperto e disponibile, con parole di grande apprezzamento per lui, dirà: “Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità” (v 47). Secondo alcuni, Gesù ha chiamato “Israelita” Natanaèle, cioè, degno del nome di Israele, perché pienamente rispondente al suo significato. Infatti, “Israelita”, letteralmente significa: “Colui che vede Dio”. Ed è a lui, che viene anche promessa la visione degli “Angeli di Dio, salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo” (v 51). Anche se Gesù incontra per la prima volta Natanaèle, dimostra di conoscerlo bene, perché “Egli conosce tutti” (Gv 2, 24b), e sa, cosa c’è nel cuore di ogni uomo: “Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo” (Gv 2, 25b). Gesù dà anche una “prova”, di conoscerlo bene: “Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi” (v 48b). Sedere, e stare sotto il fico, era tipico dei Rabbini, per meditare e insegnare la Scrittura. Da questo capiamo che Natanaèle, è un uomo applicato nello studio della Scrittura, tutto intendo a cercare ed attendere la venuta del Messia. Così, toccato nell’intimo del suo cuore, per la conoscenza che Gesù ha di lui (Nota solo a Dio), riconosce in Lui, il Messia, ed esclama: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re di Israele” (v 49). Ricco di questa Fede, Natanaèle è pronto a ricevere un’ulteriore Rivelazione di Gesù, che gli dice: “Vedrai cose più grandi di queste” (v 50b). Parlando della continua Rivelazione del Padre, riferisce di un movimento di “salita e discesa” degli Angeli, richiamando il “Sogno” di Giacobbe: “Una scala che poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio che salivano e scendevano su di essa” (Gn 28, 12). Il “salire e scendere”, è un chiaro riferimento alla realtà Umana e Divina di Gesù. Lui è la Rivelazione del Padre, ed è il punto di “Unione”, tra Cielo e Terra. Con la sua Croce, è divenuto il mediatore tra Dio e gli Uomini, è la nuova Scala di Giacobbe, di cui Dio si serve, per dialogare con l’uomo. Oggi, la Chiesa, fedele alla Tradizione Biblica, nella Memoria dei Santi Arcangeli, ci invita a pregare, in modo particolare, i tre menzionati nella Sacra Scrittura: MICHELE (“Chi è come dio?”): È l’Arcangelo che sorge contro Satana e gli altri demòni (Ap 12, 7) – Difensore degli amici di Dio (Dn 10, 13.21) – È protettore del suo popolo (Dn 12, 1). GABRIELE (“Forza di Dio”): L’Arcangelo che sta davanti a Dio (Lc 1, 19) – Rivela a Daniele i segreti del piano di Dio
(Dn 8, 16) – Annunzia a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista (Lc 1, 11-20) – E a Maria, quella di Gesù (Lc 1, 26-38). RAFFAELE
(“Dio ha guarito”): Anch’egli fra i 7 Angeli, che stanno davanti al trono di Dio (Ap 8, 2) – Accompagna Tobia nelle peripezie del suo viaggio e gli guarisce il padre cieco.
In tal modo, Dio annuncia la presenza dei suoi Angeli, anche accanto a ciascuno di noi, e che noi chiamiamo: Angelo “Custode”. Impariamo, allora, da questa piccola Riflessione, che gli Angeli, non solo danno Gloria a Dio, ma lo servono anche a nostro beneficio. Esprimiamo, pertanto, al Signore, tutta la nostra gratitudine, pregando ogni giorno, il nostro Angelo “Custode!” Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata, ma gli Auguri più cordiali, oggi, giungano, in modo particolare, a tutti coloro che portano i bei Nomi di: Michele, Gabriele e Raffaele.
Don Michele Romano
