Commento al Vangelo di oggi

L’INVITO ALLA “COERENZA”:
FATTI, NON PAROLE !

La Parabola di oggi, detta “Dei due figli”, che Gesù ci presenta nel Vangelo di questa XXVI Domenica del T.O. – Anno A (Mt 21, 28-32), ci invita ad essere sempre “coerenti” nella nostra vita. Sappiamo bene che non contano tanto le belle parole, ma i fatti reali: meglio un pentimento sincero, rispetto ad una religiosità di sola facciata. Ma quante volte, a cominciare da me, ci troviamo “a caricare sulle spalle degli altri, pesi insopportabili, e quei pesi, noi, non li tocchiamo neanche con un dito…Guai a voi” (Lc 11, 46). In Questa Parabola Gesù, ci vuol far capire, che le buone intenzioni e le parole vuote, non bastano! Dio preferisce chi sbaglia, ma poi sa convertirsi ed agire con il cuore, piuttosto di chi vanta una fedeltà solo teorica. Tuttavia, quante volte, ahimé, ci capita di “predicare bene” (“mea culpa”), e poi razzoliamo male. Il Signore, però, categoricamente afferma: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt 7, 21). È quanto ci ha anche insegnato, nel Padre nostro: “Sia fatta la tua volontà”…; E nondimeno, sarà il suo affidamento al Padre nel
Getsèmani: “Padre, non la mia, ma la tua volontà sia fatta” (Lc 22, 42). Fare la volontà di Dio, anche quando ci costa tanto, sarà non solo il motivo principale della nostra Preghiera, ma anche la “via” per la nostra Salvezza. Molte volte, non è sufficiente, il solo “ascoltare” la Parola di Dio: “Non siate soltanto ascoltatori smemorati…”
(Gc 1, 25b). Il Signore esige anche la nostra obbedienza (Da: “Ob-audire” = Ascoltare con grande attenzione!) questa Parola! Non possiamo rimanere “Sordi”, di fronte al suo invito: “Figlio, và oggi a lavorare nella vigna” (v 28b). Nella Bibbia, si parla sempre di Israele, come “Vigna del Signore!” Oggi siamo noi, il “nuovo Israele, il nuovo Popolo di Dio: la Chiesa, chiamata a lavorare nella sua vigna. Di fronte al rifiuto dei suoi interlocutori, trincerati dietro una corazza di ipocrisia impenetrabile, è sorprendente, trovare, quali esecutori della volontà del Padre, due tra le categorie più disprezzate e socialmente emarginate (Allora, come del resto anche oggi!): Le Prostitute e i Pubblicani. Quante volte, anche noi, come il figlio “svogliato” della Parabola, opponiamo resistenza, se non rifiuto, alla volontà del Padre. Ma l’augurio è, che insoddisfatti di questo nostro comportamento, possiamo sempre pentirci e riprendere a lavorare nella vigna del Signore, disposti a cambiare le nostre scelte di vita, per far parte un giorno, di quel Regno “diverso”, che Gesù è venuto a inaugurare, con la sua venuta nel mondo! Pertanto, giunga a tutti, l’Augurio più cordiale, per trascorrere una serena e Santa Domenica.

Don Michele Romano

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