
A CHI MOLTO AMA, MOLTO SARÀ PERDONATO !
Oggi nel Vangelo (Lc 7, 36-50), ci sono le “lacrime” di una povera donna, a suscitare la grande compassione di Gesù. Questa “peccatrice di quella città ” (v 37a), certamente aveva sentito parlare di Gesù (“Che era venuto, non per i giusti, non per i sani, ma per i peccatori e per gli ammalati – Lc 5, 31), e lei, forte di tutto questo, “saputo che si trovava in casa di Simone (un Fariseo), va e porta con sé un vaso di profumo” (v 37b). È una donna consapevole dei suoi tanti “sbagli” (“Peccare”, infatti, vuol dire proprio: “Mancare il bersaglio” – “Non fare centro”), tuttavia, vince la sua vergogna e lo stesso additamento di tutti, abbandonandosi fiduciosa nell’abbraccio misericordioso del Signore, lei che rappresenta in quel momento la “Misera”, di fronte alla “Misericordia” di Dio. Anche Simone (come del resto, tutti noi), è un peccatore, ma ben arroccato sulle sue sicurezze, e quale osservante scrupoloso della Legge, si ostina nella sua stupida e meschina miopìa, contrapponendosi all’atteggiamento misericordioso di Gesù! Quante volte, ahimè, anche noi ci chiudiamo alla Misericordia di Dio, ci ostiniamo a sostenere, nella nostra autosufficienza, solo gli aspetti formali della nostra Fede, non riuscendo a versare “lacrime di pentimento”, come tanti altri uomini “Santi” – Ovvero – “Separati”- dalla logica di questo mondo, che ci hanno preceduto nel cammino di Fede (Penso a San Pietro, San Paolo. Sant’Agostino San Francesco d’Assisi, ecc.!), pensando, anzi “deformando” il pensiero di Dio, che la sua Misericordia, cioè, sia solo un atteggiamento di debolezza, se non addirittura, di velata
ingiustizia!
Poveri noi! Quanto siamo distanti dallo “sguardo” di Gesù. Finora, nel Vangelo, Lui ha dialogato con Simone, dandogli una lezione di vita, quasi rimproverandogli la mancata e rispettosa accoglienza in casa sua: “Vedi Simone…, sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi…; Non mi hai dato un bacio…; Tu non hai unto con olio il mio capo…” (vv 44a.45a.46a). Ma di fronte alla sua ostinazione ed incapacità di amare, fino a scadere nel giudizio discriminatorio: “Se sapesse che tipo di donna è questa…”(v 39), Gesù, a questo punto, finisce per “voltargli le spalle”, ormai predeligge le lacrime e il dolore di una peccatrice pentita, al suo smanioso orgoglio. Una “peccatrice”, che gli ha dimostrato tanta Fede e tanto Amore: “Lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime…”; “Lei…non ha cessato di baciarmi i piedi…”; “Lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo…” (vv 44b.45b.46b), e le assicura il suo Perdono: “La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!” (v 50). Mi colpisce che, stranamente, questa donna peccatrice, non abbia un nome, diventando, così, metàfora anche, del nome di ciascuno di noi. Ma è a lei, che in fondo, Gesù, mostra il suo volto di Misericordia, accogliendone la Fede e l’Amore. Non ci accada, pertanto, che per la nostra ostinata superbia, Gesù finisca, per “voltarci le spalle”, perché sappiamo bene, che: “Dio resiste ai superbi, ma china il suo sguardo sui Poveri e sugli Umili”! Auguro a voi tutti, una serena e Santa giornata.
Don Michele Romano
