Commento al Vangelo di oggi

BAMBINI SÌ…, MA “ADULTI” NELLA FEDE !

Il Brano Evangelico di oggi (Lc 7, 31-35), smaschera l’atteggiamento tipico, di chi si lamenta continuamente, e giudica l’operato di Dio, secondo i meri criteri umani. Gesù, infatti, oggi paragona la sua generazione, a bambini viziati e capricciosi. Nessun Profeta li soddisfa: Accusano Giovanni Battista, di essere indemoniato, solo perché conduceva un ritmo di vita austero: “Non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “E indemoniato”
(v 33), ed anche per il suo rigore, perché suonava un “lamento funebre”, per invitare al pentimento; E nel contempo, contestano anche, la misericordia di Gesù, accusandolo di essere “un peccatore”- “un mangione e un beone”- “amico dei pubblicani e dei peccatori” (v 34). Questi umori capricciosi dei Giudei, dimostrano che sono sì, persone Adulte (all’anagrafe!), ma che si comportano come bambini insensati e viziati, incapaci di accettare: Sia il messaggio di conversione del Battista, non riconoscendosi peccatori; Sia quello di Gesù, che si caratterizza come un invito alla gioia. Giovanni, per la sua severità, è definito “pazzo”, Gesù, invece, è poco Santo, anzi molto mondano, perché coltiva amicizie con gente poco raccomandabile: Con scomunicati e peccatori. Ma l’Evangelista Luca, si compiace di ricordarci che Gesù, è vero Amico dei pubblicani e delle prostitute, degli ultimi e degli “scartati”, rilevandoci, così, che loro, erano le sue compagnie preferite, perché Gesù era sempre accogliente, andava nei villaggi, entrava nelle case della gente, mangiando e bevendo con tutti. Allora quì, direi, che una domanda, più che pertinente, si impone: Ma la scelta delle nostre Amicizie, assomiglia a quella di Gesù, o preferiamo la scelta secondo la logica del mondo, che privilegia sempre il protagonismo, l’edonismo, e l’appariscenza? Questo Brano Evangelico, ci interroga direttamente sul nostro modo di accogliere l’Annuncio del Vangelo.Tante volte ci aspettiamo da Dio, che risponda esattamente ai nostri schemi, o ai nostri umori, e quando non lo fa, finiamo anche noi per “criticarlo”: “Rendendo vano il disegno di Dio, anche su di noi”. Gesù ci invita a superare questa immaturità spirituale, e ad avere sempre un cuore grato e accogliente verso la sua Parola, senza alcun pregiudizio, riconoscendo che la Salvezza, può assumere sempre forme diverse. Gesù, infatti, conclude il suo discorso dicendo: “Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli” (v 35), ovvero: Per quanto misteriose possano sembrare le vie di Dio, nella Storia della Salvezza, esse sono sempre ispirate e determinate dalla Sapienza. Ognuno di noi, quindi, per poter “riconoscere” in Giovanni e in Gesù, due “Inviati” di Dio, deve possedere la Sapienza
divina, rinunciando a una logica puramente umana. Occorre, in definitiva, convertirsi e cambiare mentalità, uscendo da noi stessi e facendoci piccoli e poveri, lasciandoci illuminare dalla Parola di Dio, che predilige annunciare il suo Vangelo, proprio a loro: Ai Piccoli e ai Poveri. Questo è il vero atteggiamento dei “figli della Sapienza”: Essi, non si comportano da spettatori “critici” (Come Scribi e Farisei), ma “scendono in piazza”, per giocare la partita della Fede. Sanno, cioè, “riconoscere” l’Azione di Dio, sia nella severità del deserto, con Giovanni, sia nella convivialità di Gesù, perché sono Persone, “Adulte nella Fede, che sanno guardare al Cuore, piuttosto che fermarsi alle apparenze! Auguro, pertanto, a tutti, di trascorrere una serena e Santa giornata.

Don Michele Romano

condividi su