
GESÙ: O LO ACCOGLIAMO NEL MODO GIUSTO, O SE NE VA !
Oggi, il Vangelo (Lc 4,
16-30), ci mostra Gesù, che ritorna in Galilea, e vuole (Meglio, “vorrebbe!”) onorare il suo paese, con il privilegio di essere il primo a ricevere l’Annuncio della Salvezza (v 16). Entrato nella Sinagòga, gli viene dato da leggere (vera “Dio-Incidenza”), il Rotolo del Profeta Isaia: “Lo Spirito del Signore è sopra di me: Per questo mi ha consacrato e mi ha mandato ad aiutare…: poveri, prigionieri, ciechi, ed oppressi” (v 18). E subito dopo, dichiara: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato” (v 21). I suoi concittadini, a questo punto, passano: dalla meraviglia iniziale: “Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati…” (v 22), per passare, subito dopo, al rifiuto violento: “Tutti
nella Sinagòga si riempirono di sdegno…, si alzarono e lo cacciarono fuori dalla città…, lo condussero sul ciglio del monte…, per gettarlo giù”
(vv 28-29). Purtroppo, la gente del suo paese, lo vede solo come il figlio di Giuseppe, e fa fatica a riconoscerlo come Profeta. Un pò, come se l’Idealità, non potesse dimorare nella Fragilità! A questo punto Gesù, stigmatizza:
“In verità io vi dico: nessun profeta è ben accetto nella sua patria” ( v 24). E cita gli esempi di Elia ed Elisèo, che si rivolgono ai forestieri: ad una vedova di Sarèpta di Sidòne, e ad
un Lebbroso della Siria, di nome Nàaman. Che paradosso: Mentre gli abitanti di Nàzareth non lo riconoscono, come l’Inviato di Dio, a Cafàrnao, anche i demoni lo proclamano: “il Santo di Dio” (Lc 4, 34). Gesù, in quell’ “Oggi”, del versetto 21a, ci fa capire che la “Grazia” (v 19) accordata da Dio agli uomini, passa attraverso la sua Persona, anzi, è Lui stesso, venuto nel mondo ad annunciare questo “Lieto Messaggio: di Guarigione e di Liberazione, di Libertà e di Grazia. Destinatari di questo gioioso Messaggio, sono i poveri, i peccatori pentiti, gli oppressi, prescindendo dalla loro terra di origine, o dalla stessa fede religiosa. Gli esempi di Elia ed Elisèo, mostrano che la Salvezza, non è destinata solo agli Ebrei, ma è per tutti. Tutto il suo rammarico, Gesù lo esprime, quando cita il proverbio: “Nessun profeta è ben accetto in patria”, delineando così, il suo destino di Profeta inascoltato, emarginato, squalificato! Egli prevede fin d’ora, l’indurimento del Popolo di Israele e l’elezione dei popoli pagani. Nei versetti finali di questo brano Evangelico, infatti, ci si avvia alla tumultuosa eliminazione di Gesù… “su un monte…fuori dalla città… per gettarlo giù” (v 29b). Purtroppo, non facciamoci “meraviglie”, perché il modo in cui Gesù ha scandalizzato i suoi concittadini di allora, non è dissimile da quello con cui scandalizza noi oggi. Quante volte, anche noi ci chiediamo: “Gesù, chi sei?” Il problema è sempre quello: Capire, l’identità di Gesù! Pur riconosciuto come il “Nazareno”, non è accettato dai Nazareni: “Ma non è il figlio di Giuseppe il falegname? Dicevano: E se è un falegname, non può essere il Cristo! Il Messia non ha niente a che fare, con il carpentiere del paese. Purtroppo, quante volte, anche noi ci scandalizziamo della fragilità di chi osanniamo! La tentazione di “addomesticare” Cristo, è di tutti e di sempre! Ma sia ben chiaro, che Gesù, non si lascia “intrappolare”: O lo accogliamo nel modo giusto, o Lui se ne va: “Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino” (v 30). Un “viaggio”, il suo, di cui, purtroppo, conosciamo bene la mèta: Gerusalemme, dove si compirà, il Mistero della sua Pasqua! Auguro sempre a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.
Don Michele Romano
