
SAN LORENZO: IL SUO “MARTIRIO”, È UNA VERA “LECTIO MAGISTRALIS!”
Oggi la Chiesa celebra la Festa del Martire San Lorenzo, Protodiacono della Chiesa di Roma, “la cui vita è stata una vera Testimonianza di coerenza, che ogni Cristiano deve essere disposto a dare ogni giorno, anche a costo di sofferenze e di grandi sacrifici” (San Giovanni
Paolo II). Lui ha preferito accettare la morte, anziché fare il gesto idolatrico di bruciare incenso, davanti alla statua dell’Imperatore. Come amò Cristo nella vita, così lo imitò nella morte, meritando la corona del Martirio: “Chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna” (v 25b). Nella Nuova Alleanza, i Martiri sono Testimoni inappellabili, della Santità della Legge morale, senza eccezioni o adattamenti, che oggi, soprattutto, nel nostro tempo, ci spingono inevitabilmente verso le “sabbie mobili” del relativismo morale, dove tutto può essere negoziato o giustificato! La breve Parabola del Seme, narrata oggi nel Vangelo (Gv 12, 24-26), che cade nel terreno e muore, è assai espressiva e semplice: “Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (v 24). Il seme è Gesù che, come il chicco di Grano, deve morire, per diventare sorgente di vita per noi tutti. La strada percorsa dal Maestro deve essere la stessa che deve percorrere il discepolo, perché solo partecipando alla sua morte, si raggiunge la gloria della vita. Quanti dubbi, quante preoccupazioni che diventano freno e ostacolo alla piena donazione: Timore di perdersi in questo mondo, attaccamento a sé stessi, che alimenta il compromesso, mentre la piena maturità della Fede, consiste nella capacità di saper amare, ed è soprattutto nella donazione che diventa servizio ad ogni Fratello. È quello che ha vissuto San Lorenzo, da vero Diacono (“Servo” dei Poveri!), a Roma, nel III secolo, allorché il Prefetto dell’Imperatore Valeriano, gli intimò (dopo aver già condannato a morte Papa Sisto II), di consegnargli tutti i Beni e le Ricchezze, insomma tutti i Tesori della Chiesa. Lorenzo obbedì, e in maniera strategica, distribuì tutti i Beni ai Poveri, facendosi beffa di ogni minaccia, preludio, purtroppo al suo martirio! Così, dopo pochi giorni, che gli erano stati concessi, di fronte al Prefetto, portò tutti i Poveri di cui si occupava, dicendo: “Ecco i veri Tesori della Chiesa, perché i Poveri sono, e restano sempre, i Beni più preziosi”. Che grande “Lectio Magistralis” di vita, per noi tutti. Non gli “Ori” delle nostre Chiese, non le Opere d’Arte, o le tante Attività o la Perfetta Organizzazione, ma la capacità di rendere presente Cristo nel volto degli ultimi, questa è la vera e grande sfida che ci attende! Nella Chiesa, pertanto, è sempre meglio preferire la salvezza del Povero, allo sfarzo delle Celebrazioni. San Lorenzo, “Stella” che ancora brilla (e non solo in questa notte, chiamata la “Notte delle Stelle”), ci ricorda che nella Chiesa, non contano i protagonismi e le parate, ma prima di ogni altra cosa, deve prevalere la Carità e il servizio al Prossimo. Noi oggi, ahimè, “discepoli della poltrona e delle pantofole”, come amava ripetere sempre Mons. Andrea Cassone (Altro che “la Chiesa di Grembiule”, commenterà don Tonino Bello), abbiamo tutti, per la nostra Fede, un debito di gratitudine verso tanti fratelli e sorelle che, come San Lorenzo, hanno testimoniato l’Amore al Signore, col sacrificio della propria vita. Chiediamo anche noi, a Cristo Gesù, la forza di accettare le tante “graticole” che arroventano la nostra vita, perché solo rimanendo fedeli in Lui, potremo liberarci da ogni vaneggiamento terreno, per imparare a non temere di “perdere” la vita per Lui, nella certezza che un giorno, ce la “restituirà in pienezza” nel suo Regno! Nell’augurare a tutti, una serena e Santa giornata, porgo anche i più cordiali Auguri, a tutti coloro che portano il bel Nome di San Lorenzo.
Don Michele Romano
