
LA SCELTA DELLA VERA SEQUELA DI CRISTO.
Il brano Evangelico di oggi (Mt 16, 24-28), rappresenta il cuore della Sequela Cristiana, e ci fornisce le coordinate per il vero “discepolato” di Cristo, avvalendosi di tre Verbi precisi: Rinnegare sè stessi; Prendere la propria croce; E Seguirlo! Ogni nostro atteggiamento, pertanto, deve essere posto in riferimento sempre a Gesù. Nessuna rinuncia, è chiesta per sé stessa, ma solo per il Cristo. L’insegnamento del Vangelo di oggi, per noi che tante volte, cediamo alla logica e alla mentalità del mondo, ha tutta l’aria del “paradosso”. Tuttavia, ci insegna che: “Perdere la propria vita per Lui, significa trovarla”, e che sarà proprio questo morboso aggrapparsi al proprio egoismo e alla tutela dei propri interessi, che ci porterà alla rovina: “Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?” (v 26). Mentre, spendere la vita per Cristo, ne rivela il vero valore eterno. Per seguire Gesù, non basta l’entusiasmo iniziale, ma occorre compiere questi tre passi decisivi: 1)-“Rinneghi se Stessi”! Questo non significa annullare la propria dignità, ma la rinuncia a sé stessi, e alla propria autoreferenzialità. Esige, cioè, che il discepolo, non cerchi più sé stesso, i suoi successi, e i suoi protagonismi, ma viva per Cristo e per i fratelli, subordinando i propri progetti, alla logica del Vangelo!
2)- “Prenda la sua croce”! Seguire Cristo, non è un fatto puramente esteriore, o fine a sé stesso, ma è un’adesione del cuore e della mente. È la disponibilità a subire anche l’incomprensione e il rifiuto del mondo, per rimanere fedeli al Vangelo, affrontando – se necessario – anche le conseguenze estreme: “Sarete odiati da tutti a causa del mio nome…, ma con la vostra perseveranza salverete la vostra vita” (Lc 21, 17.19). Questo, in definitiva, non è un invito a disprezzare la vita, ma a spenderla per Amore!
3)- “E mi segua”. Questa deve essere la dimensione concreta e quotidiana della nostra vita! Significa “camminare” dietro al Maestro, sposando il suo stile di vita, basato sull’amore, sull’umiltà, e sul dono di sé. Ecco, allora, come l’insegnamento di Gesù, va a ribaltare la logica del nostro mondo: “Chi cerca di salvare la propria vita, proteggendo i propri interessi, le proprie comodità, ed il proprio prestigio, finirà per perderne il senso profondo!” Al contrario: “Chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà ” (v 22b). Su questa terra, lo sappiamo bene, la nostra vita è transitoria, ed è infinitatamente meno prestigiosa dell’Anima. Ecco perché: “Guadagnare il mondo intero”, perdendo sé stessi, è il peggior fallimento possibile. Sul finale Gesù, sposta il suo discorso sulla prospettiva “Escatologica”
(La “Parusìa” – La sua Venuta Finale!), quando: “Il Figlio dell’uomo tornerà nella sua gloria…, per ricompensare ciascuno secondo le sue azioni” (v 27). Tutto questo, sia ben chiaro, non deve incuterci alcun “timore”, ma deve spronarci a vivere responsabilmente il nostro presente, nella consapevolezza che la Vita, è nel donarla che si genera, ed è nel lasciarla morire che risorge. Per quanto riguarda, poi, la promessa di Gesù, che dice: “Vi sono alcuni che non moriranno, prima di vedere il Figlio dell’uomo venire nel suo regno” (v 28), fornisce a Matteo, la possibilità di annunciare la Teofanìa, della grande manifestazione di Dio, nella “Trasfigurazione” sul Tàbor, che segue immediatamente nel capitolo 17. Auguro, pertanto, a tutti di cuore, di trascorrere una serena e Santa giornata.
Don Michele Romano
