Commento al Vangelo di oggi

SOLO UNA FEDE “ADULTA”, VINCE OGNI TIMORE !

Il brano del Vangelo di oggi (Mt 14, 22-36), ci fa chiaramente intendere, il clima di grande euforia, che si era venuto a creare tra gli Apostoli, dopo il Miracolo della Moltiplicazione dei Pani. Si sono trovati improvvisamente, al centro di una vicenda inaudita, e cominciano a ricoprirsi di facile gloria (Addirittura in Gv 6, 14-15 viene detto che a Gesù, volevano farlo Re). Di fronte a questa paradossale situazione, Gesù, con un energico intervento (“Costrinse i discepoli…” v1), fa imbarcare gli Apostoli, manda la gente a casa, e Lui sale sul monte (“Luogo” biblico privilegiato, per l’incontro con Dio), a pregare (v 23). In questo Testo di Matteo, possiamo cogliere un parallelo, col Cantico di Mosè, dopo il passaggio del Mar Rosso (Detto anche dei Giunchi), in Es 15, 1-21: Il mare che fa affondare (v 5); Le onde che si innalzano (v 8); La mano tesa (v 12); Il timore e il turbamento (v 14). Annotazioni, che ci inducono a leggere questo brano come una vera “Teofania”, rivolta alla Chiesa del Risorto e all’intera Comunità Cristiana che, pur se perseguitata ed osteggiata, non deve tuttavia “temere”, perché il Signore è sempre presente. Il Dio Salvatore dell’Esodo, salverà nuovamente il suo Popolo. L’episodio di Pietro e la sua possibilità di camminare sulle acque, dipende unicamente dalla Parola del Signore: “Vieni…” (v 9), e la sua forza, sta tutta nella Fede in Gesù. Ma, se viene a mancare la Fede (“Vedendo che il vento era forte, si impaurì, cominciando ad affondare” (v 30). Cosi’ ogni discepolo, come Pietro, torna ad essere facile preda delle Forze del Male (Rappresentate nella Bibbia dal mare, con le sue acque impetuose!). La vicenda di Pietro, vuole essere una specie di Catechesi, sulla realtà di ogni discepolo, invitato ad affidarsi totalmente al suo Signore, soprattutto nelle situazioni, che mettono in crisi la sua Fede: Il Vento, rappresenta il momento della prova (Mt 7, 25. 27), e il Mare, indica le forze del Caos (Gb 7, 12)…, sulle quali Dio esercita il suo potere (Sal 107, 25-30), sia nella Creazione (Gen 1, 7), sia nell’esperienza della Liberazione (Es 14, 15-31). Solo alla fine, quando la comunità dei discepoli è educata nella Fede, a saper superare ogni prova, solo allora, sarà capace di fare la sua esplicita professione di Fede in Gesù: “Davvero tu sei il Figlio di Dio” (v 33). Tema centrale di questo brano Evangelico, è indubbiamente: la “Fede”. L’esperienza di Pietro, dimostra chiaramente, che non c’è stata in lui, una fase di avvedutezza o calcolo razionale, a prova che: Credere, è soprattutto: “Osare”. Chi sa “osare”, è sempre sorretto da Colui nel quale crede. La Fede, è soprattutto obbedienza, una obbedienza, che ci rende partecipi degli stessi “poteri” di Cristo. Il racconto, poi, mette in chiaro che Gesù, circondato da tanta gente del luogo, che nella loro miseria fisica (“Gli
portarono tutti i malati…” v 35), fanno affidamento su di Lui, e Lui manifesta tutta la sua compassione, facendosi carico della miseria umana: “E quanti lo toccarono furono guariti” (v 36b). “L’Orlo del Mantello”, menzionato nel v 36a: “E lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello”, è indice della fedeltà ai Comandamenti (Num 15, 37-39). Il Profeta Zaccaria, aveva annunciato che nei tempi Messianici: 10 uomini, (Rappresentanti di tutte le lingue del mondo, secondo la Traduzione dei LXX), avrebbero afferrato un ebreo per il lembo del mantello, dicendo: “Vogliamo venire con voi, perché abbiamo udito che Dio è con voi” (Zc 8, 23). Con questo, Matteo (da buon Ebreo, esperto conoscitore dell’Antico Testamento), vuol farci intendere che il Vangelo, non è la sola presentazione di una Dottrina, ma è un Progetto di Salvezza, capace di liberare l’uomo da ogni paura. Occorre, tuttavia, una Fede “Adulta”, che conduce ogni uomo, a fidarsi sempre di Dio. Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.

Don Michele Romano

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