
LA “RADICALITÀ” CRISTIANA, FONTE DI GIOIA PIENA.
Da qualche Domenica, stiamo ascoltando le Parabole del capitolo 13 di Matteo, ed oggi, XVII Domenica del T.O. (Anno A), nel brano Evangelico (Mt 13, 44-52), ci vengono proposte le ultime tre: Del Tesoro – della Perla e della Rete gettata nel mare. Le prime due – brevissime – spesso sono presentate come Parabole “gemelle”, in quanto entrambe parlano del “Regno dei Cieli” (vv 44-45), ma con immagini e sfumature diverse! In entrambe le Parabole, l’uomo che ha trovato: o un Tesoro, o una Perla, ha la medesima reazione: “Vende tutto ciò che ha, per acquistare quel bene!” Ma l’uomo che cerca il Tesoro, notiamo che lo trova, senza cercarlo, mentre il Mercante che trova la Perla di grande valore, è un cercatore: “Egli va in cerca di perle preziose” (v 45). Il verbo che le accomuna, è “Trovare”, a significare la scoperta di un “novum” (“Novità”), capace di sconvolgere e trasformare l’esistenza. Prova ne è la sua reazione emotiva: “Poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo”. Nella Parabola della Perla, invece, il ritrovamento non è casuale, come per il Tesoro nascosto (Dove in Palestina era possibile ritrovare tesori nascosti, i cui proprietari li sotterravano in tempo di guerra o di saccheggi, e talora morivano, senza aver potuto rivelare il nascondiglio a parenti o amici), ma quello del Mercante, è frutto di una “ricerca”, che una volta trovata una perla preziosissima, al punto da superare ogni sua attesa, ecco che anche lui “vende tutti i suoi averi e la compra” (v 46b). Tutto questo ci dice che anche noi, come Cristiani, non possiamo rimanere su posizioni comode e stantie, tutt’altro, dobbiamo potenziare la nostra “ricerca” (del Regno di Dio), sapendo anche, tante volte “osare”, e sicuramente, questa nostra pur affannosa “ricerca”, prima o poi, ci porterà a trovare il “Tesoro” nascosto, o la “Perla” di grande valore, a prescindere dalla nostra condizione di Contadino o ricco Mercante. Questo è il grande Insegnamento del Vangelo di oggi: Lo “stupore” di saper cercare Dio (anche se “nascosto” nelle pieghe del nostro quotidiano!), quale “Tesoro più prezioso” e “Perla di valore assoluto”, per il quale val la pena di “vendere tutto”, al fine di realizzare un Incontro, capace di “stupirci” e dare senso a tutta la nostra esistenza. Come non ricordare San Paolo, quando ci dice: “Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose, e le considero spazzatura per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui” (Fil 3, 8). Fondamentale, quindi, per ogni Cristiano, è ristabilire la “Priorità” di Dio nella nostra vita, perché solo in tal modo saremo capaci di una nuova Relazione con Lui e tra di noi. Non dimentichiamo, tuttavia, che anche noi per il Signore, siamo “Perle preziose”, tant’è che quando dovesse accaderci di finire nel “fango” del peccato, Lui, nel Sacramento della Riconciliazione (che io dico, sarebbe davvero ottimale, oggi, chiamarlo: “Sacramento della Gioia!”), ci dà la possibilità, col suo Perdono, di ridare Luce e Splendore, al nostro essere “Perla”. L’ultima Parabola: “La Rete gettata nel mare” (vv 47-50), è metàfora della Chiesa terrena, che accoglie tutta l’Umanità (Paragonata ad “ogni genere di pesci”): Buoni e Cattivi. La “separazione finale”, avverrà solo alla fine dei tempi, quando: “Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni…” (v 49). Tuttavia, non dobbiamo mai dimenticare che il Vangelo, è rivolto a tutti, perche’: “Dio, il Padre, vuole che tutti gli uomini siano salvi” (1Tm 2, 4). L’insegnamento finale, ci apre ancor di più alla speranza, paragonando “ogni Scriba, divenuto discepolo”, ad un “padrone di casa”, che sa valorizzare sia l’Antico che il Nuovo Testamento (Ovvero, “Sa estrarre dal suo Tesoro, cose nuove e cose antiche!”), integrando, cioè, la Tradizione con la “Novità”, portata da Gesù. Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa Domenica.
Don Michele Romano
