Commento al Vangelo di oggi

“GRANO” O “ZIZZANIA”: LA TENTAZIONE DELL’IMPAZIENZA.

Nel Vangelo di questa XVI Domenica del T.O. (Anno A), ci vengono presentate le Parabole raccolte da Matteo, nel capitolo Tredicesimo (Mt 13, 24-43): Del Grano e della Zizzania; Del granello di Senape; Del Lievito! Gesù, nelle sue Parabole (Misteriose ed oscure per la folla, ma, tuttavia, spiegate a chi vuol capire!), fa sempre ricorso ad immagini della vita concreta. Nella Parabola del “Grano e della Zizzania”, Gesù spiega che:
Il Campo è il mondo, il Grano buono è stato seminato da Lui, e la Zizzania dal diavolo. Dio ci ha reso suoi figli, “seminando” nel nostro cuore, il Dono della sua Grazia, nel giorno del nostro Battesimo. A noi, ora, il compito di custodire e far germogliare questo “seme” di bene, con la Fede in Lui che, nel mentre produce “frutti di opere buone” (Grano), impedisce al Male (Zizzania), di mettere radici. Purtroppo, questa convivenza tra Bene e Male, è presente ovunque: In ogni parte del mondo, nel cuore di ognuno di noi, nelle nostre stesse Famiglie e Comunità Parrocchiali. Bene e Male co-abitano, non può esserci pertanto, una divisione “Manichèa”: da una parte i buoni, dall’altra i cattivi. Questa “divisione”, sarà possibile solo alla fine dei tempi, dove ci sarà, il: Giudizio di “Salvezza”, per i Giusti, che “risplenderanno come il sole” (v 43a); o di “Condanna”, per tutti quelli che commettono Iniquità (v41b). Prestiamo, dunque, attenzione, finché siamo sulla Terra (Il nostro “Tempo del Merito”): È palese: Siamo noi, qui sulla Terra, con le nostre libere scelte (Nel Bene o nel Male), a “determinare”, poi, il Giudizio di Salvezza o di Condanna, da parte di Dio. È una “lotta” che, ahimè, ci vede tendenzialmente rivolti al male, come ci ricorda San Paolo: “Infatti io non compio il bene che voglio ma faccio il male che non voglio” (Rm 7, 18). E quante volte, in questa “misteriosa”, ma reale convivenza di tra Bene e Male, ci viene la tentazione, di voler “strappare tutto”, proprio come i servi della Parabola: “Vuoi che andiamo a raccoglierla”(la Zizzania- v 28b). Ma Dio, con pazienza e mitezza, ci ammonisce: “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la Zizzania, con essa sradichiate anche il grano” (v 29). È proprio così! Nel desiderio di sradicare il Male, c’è il rischio di destabilizzare il Bene…! Meglio lasciar perdere, che crescano pure insieme! Ma quanta sofferenza, ad esempio,
convivere con la “Zizzania” dei nostri difetti, delle nostre “ombre” (I peccati) infestanti la nostra serenità! Pazienza e coraggio, ci dice il Signore, non consentiamo alla parte “oscura”, che alberga in noi, di offuscare la parte “luminosa”. Una cosa è certa, e deve consolarci: Alla fine, il Male non trionferà. Il diavolo e tutti i suoi seguaci, subiranno il Giudizio di Condanna: “Li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti” (v 42). Impariamo, pertanto, a vincere il Male, che è dentro di noi, col Bene, sapendo custodire il “buon Grano”, anche tra le erbacce, nella consolante certezza, di quanto ci dice San Paolo: “Dove abbonda il peccato sovrabbonda la grazia” (Rm 5, 20). Sia, dunque, la Pazienza di Dio, e la sua Fiducia in noi, a farci Dono, affinché possiamo accogliere “l’Altro”: “Grano o “Zizzania” che sia, rispettandone Tempi e Potenzialità. Solo così, nel nostro piccolo, riusciremo a sconfiggere con l’Amore, quel grande nemico che abita nel nostro Cuore: “L’ODIO”. Preludio, di questo trionfo finale, ci è dato anche, dalle brevi Parabole del “Granello di senape”, e del “Lievito” (vv 31- 33), che pre-annunciano la Vittoria, certa e definitiva, del Regno di Dio, che nonostante parti da inizi “modesti”, ci dice che la Parola possiede una forza trasformatrice inarrestabile. Pertanto, Auguro a tutti di cuore, di trascorrere una serena e Santa Domenica.

don Michele Romano

condividi su