Commento al Vangelo di oggi

GESÙ ADEMPIE LA PROFEZIA DEL “SERVO DI YAHWEH”!

La disputa del Sabato, e la guarigione di un uomo che aveva una mano paralizzata (Mt 12, 9), per Matteo, è la “goccia” che fa traboccare il vaso: I Farisei, alias: I “devoti” del Tempio, i “pretoriani” della Fede, i “migliori” in Israele, ecc., oggi, nel Vangelo (Mt 12, 14-21), decidono di far morire Gesù (v 14). Vista l’impossibilità di convincerlo a ritrattare le sue affermazioni, tanto vale ucciderlo. La reazione di Gesù, di fronte a tanto astio, non è quella di fuggire, o di organizzare una qualsivoglia protesta o difesa, magari aizzando i suoi discepoli, fedeli e determinati, a difenderlo con pari violenza!
Ma neanche a pensarlo! Gesù si lascia solo commuovere dalla sofferenza di tante persone, che “lo seguivano ed egli li guarì tutti” (v 15b).
Parliamo di povera gente: Emarginati ed esclusi, che, se anche rifiutati nella società e nell’ambito religioso, tuttavia, erano sempre ben accolti da Gesù! Solo, raccomandava loro il silenzio, dopo ogni guarigione: “Impose loro di non divulgarlo…” (v 16), proprio per evitare di buttare “benzina sul fuoco”, in quanto Lui, non vuole apparire! Infatti, non è venuto per essere lodato e ammirato, è venuto solo per “servire”. E la via del Servo, è la stessa Via di Dio, quella della Kènosi, dell’abbassamento, dell’Amore, che giunge fino a “lavare i piedi”, fino a morire, per salvare ciascuno di noi. Che altruismo, che generosità, tipica solo di Dio! Gesù dimostra così, non calcolando pericoli, non pensando a difendersi, ecc., che vuole più bene alle Persone, che alle proprie ragioni. La folla, commossa da tanta generosità e compassione, pensa subito alle Profezie, che in Lui si realizzano, ed ai tempi Messianici, che trovano in Gesù, piena attuazione
(Is 42, 1-4). Giustamente, l’Evangelista Matteo, cita questo brano di Isaia, che trova in Gesù, l’interprete ideale del Messianismo dimesso, umile, compassionevole, e misericordioso. È qui, che Matteo, smessi i panni del “ragioniere”, diventa “scrutatore” della Parola, e scopre nella Scrittura, tutto ciò che profetizzava la venuta di un Messia dimesso, mite, e arrendevole, ben diverso dal Messia politico e guerriero, annunciato dal Battista, ed atteso dal Popolo, in totale distonia dal volto di un Messia vendicatore, che avrebbe liberato Israele dal dominio di Roma. Gli stessi verbi, contenuti nel testo di Isaia: “Non contenderà, non griderà, non spezzerà, non spegnerà, ci assicurano il suo Amore per tutti gli uomini. In tal modo, Matteo, riprende quanto detto da Marco, e lo amplia, rileggendo la storia di Gesù, alla luce della Parola. Marco lo farà in maniera più esplicita e provocante (Mc 3, 1-6), anzi, specifica che la decisione di uccidere Gesù, non era solo dei Farisei, ma anche degli Erodiani (Mc 3, 6). Come a dire: Altare (Farisei), e Trono (Erodiani), si uniranno contro Gesù. Mi e ci chiediamo: Quanto proposto da Matteo, vale anche per noi? Ottimale sarebbe, poter rileggere la nostra vita, la nostra piccola storia, alla luce del grande disegno, che Dio ha, su ciascuno di noi. C’è da chiedersi, anche: Rispetto al Messianismo di Gesù, noi, oggi, suoi discepoli, come ci comportiamo? Quante volte restiamo arroccati, sulle nostre difensive, o attanagliati dalla paura delle nostre “inutili severità”, ed erigendoci a paladini inflessibili, “spezziamo tante canne fragili, o spegniamo mille lumini fumiganti”, dimenticando l’esempio del nostro Maestro e Signore? Lui, difendendo la Verità, non ha mai offeso o umiliato, chi non l’aveva ancora scoperta. Impariamo, pertanto, da Lui, ad avere pazienza, ad essere misericordiosi con i fratelli, come Lui è stato. In una pausa contemplativa della giornata, in questo tempo di Vacanza, chiediamo allo Spirito Santo, di metterci alla sequela di Gesù, tenendo lo sguardo “fisso su di lui”, ed imparando da Lui, che è “mite ed umile di cuore”! Auguro a tutti, di trascorrere una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

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