
“GUAI A TE…”: QUANTA FATICA NEL COMPRENDERE LA “PEDAGOGIA” DI DIO !
Già nella nostra vita, non è facile accogliere un solenne rimprovero, figuriamoci se questo ci arriva da Cristo. Deve essere particolarmente doloroso sentirsi dire: “Guai a te…! Altri si sarebbero convertiti…!” (v 21a). Tiro e Sidòne (Città “Pagane”, per i benpensanti di Israele), avrebbero fatto penitenza (“Vestite di sacco, e ricoperte di cenere”- v 21b), con grande umiltà, se avessero visto le meraviglie del potere di Dio, che voi, Città del “Popolo Eletto”, avete colpevolmente ignorato. Oggi, nel Vangelo (Mt 11, 20-24), Gesù rimprovera le città del Lago: Corazìn e Betsàida (insieme a Cafàrnao), per la loro incredulità, in modo diretto e chiaro (perché Lui, è la “Verità”), e profetizza senza tergiversazioni: “Fino agli ìnferi precipiterai” (v 23). Questo dice anche a noi, che nella nostra testimonianza di Fede, dobbiamo avere anche il coraggio di porre i nostri amici, le nostre Comunità Parrocchiali, ecc., senza compromessi o raggiri, di fronte alle Verità eterne: Dopo la morte, ci attende il Giudizio di Dio! Certo, l’ingratitudine fa male. E Gesù esprime tutta la sua sofferenza, il suo rammarico e la sua indignazione, nel vedersi attaccato dalla sua stessa gente: “Se a Tiro e Sidòne, fossero avvenuti i prodigi, che ci sono stati in mezzo a voi…” (v 21b), dando cosi’, testimonianza favorevole a due città “pagane” (Della Fenìcia, non d’Israele), che nel giorno del Giudizio, saranno trattate meno duramente di loro, perché loro, hanno preferito rimanere nella incredulità! Saranno proprio queste due Città fortificate della Galilea: Corazìn e Betsàida, a crollare rovinosamente, e ad essere assediate ed espugnate dai Romani, durante la rivolta del 67-70, che culminò poi, con la distruzione di Gerusalemme! Ed anche Sòdoma, esisterebbe ancora, dice Gesù, rispetto a Cafàrnao! Guai perciò, a chi non presta attenzione alla Parola d Dio, e non si ravvede! La vita di Fede, comporta sempre un serio “cambiamento di Rotta” (Vera conversione: “Metànoia”, quasi fare un “dietro front” esistenziale!). Ma quanta fatica, occorre, per comprendere la “Pedalogia” di Dio. La durezza di cuore, ci rende responsabili dinanzi a Lui, soprattutto noi, che viviamo nel cuore della Cristianità, e non riusciamo a trasmettere agli altri, tutta la ricchezza spirituale, che abbiamo ricevuto nel santo Battesimo. È triste constatare, che tante volte, anche Dio nella nostra vita, diventa “un’abitudine”: Siamo i cosiddetti “cattolici di facciata”, ci sentiamo a posto, arrivati e sistemati. Ma se l’Amore non viene coltivato, si sa, muore! Mi verrebbe da ripetere, col Sommo Poeta: Siamo cristiani “senza infamia e senza lode, senza cioè, alcuna convinzione, forti del fatto che siamo nel cuore della Cristianità (Tanto il Papa è da noi, a Roma!). Gesù, oggi, cerca di “scuotere” le nostre coscienze, ci invita a ricercare quella carica di “adrenalina spirituale”, tipica di chi, convertendosi, accoglie con gioia la Novità del Vangelo. Non pensiamo, poi, che il Dono di Dio, “la Salvezza”, ci sia dovuto! Perché non basta essere “figli di Abramo”, dobbiamo convertirci ogni giorno per meritarla. Eviteremo, così, di cadere nell’arroganza di sentirci “privilegiati”, rispetto a tanti che consideriamo “lontani” dalla Chiesa (e forse lo sono, anche per colpa nostra!), e che noi cataloghiamo con sufficienza, come “pagani”, ignorando che essi, riceveranno un trattamento migliore di tutti noi, alla fine dei tempi. “Guai”, quindi, se la nostra Chiesa, perde lo smalto della Profezia, adagiandosi sulle proprie conquiste. “Guai”, se pensiamo di non aver bisogno di conversione alcuna. “Guai”, se guardiamo gli altri dall’alto in basso, convinti di essere i migliori. Lasciamoci, pertanto, scuotere da questa parola “càustica”, ma efficace, che oggi Gesù, Maestro e Pedagogo, ci ha consegnato nel Vangelo. Auguro sempre a tutti, una serena e Santa giornata.
don Michele Romano
