Commento al Vangelo di oggi

L’ACCOGLIENZA DELLA PAROLA: “SEME VIVENTE”!

In questa XV Domenica del T.O. (Anno A), il brano Evangelico (Mt 13, 1-23), ci presenta Gesù che inaugura il suo
Insegnamento in “Parabole”. Questa prima di oggi, è conosciuta come: La Parabola del Seminatore, che trova il suo punto focale, sul Seminatore (Dio), e sulla Parola (il Vangelo). Di seguito, ci vengono presentati i 4 tipi di terreno, che non ci descrivono, tuttavia, categoria di persone predestinate, ma le diverse disposizioni del nostro cuore, di fronte all’Ascolto della Parola di Dio:
1)- Il Seme che cade “lungo la strada”, è il Cuore “chiuso”. 2)- Quello che cade “sul terreno sassoso”, rappresenta il cuore “superficiale”.
3)- Quello che cade “tra i rovi”, è un cuore “soffocato”.
4)- Ed infine, quello che cade “nel terreno buono”, è il cuore “accogliente”, dove il Seme attecchisce…, e rappresenta coloro che ascoltano la Parola, la comprendono, e la mettono in pratica con perseveranza! In questa Parabola, in definitiva, Gesù, vuole soltanto dirci che ognuno di noi, nei vari momenti della sua vita, può essere tanto “terreno buono”, quanto “strada”, e che l’impegno sta proprio qui: Cercare di divenire ogni giorno, “terreno fertile” (“Buono”), nonostante le tante aridità, (“Strada”), le infedeltà (“Sassi”), e le molteplici preoccupazioni, (“Spine”). Gesù, da buon Rabbino, scegliendo lo stile narrativo della Parabola, usa immagini concrete, non concerti astratti, che (“Misteriosamente”), contengono un grande insegnamento, si direbbe: una vera e propria “morale”. In tal modo, ha stravolto quelli che erano i criteri della predicazione farisaica, perché Gesù, non si è rivolto solo ai “buoni”, o ai “migliori” (Vedi il “terreno buono”), ma ad ogni sorta di persone. Questo, alla fine, gli meriterà il titolo “denigratorio” di: “Amico dei peccatori” (Mt 11, 19), che, paradossalmente, saranno proprio coloro che ci precederanno nel Regno dei Cieli (Mt 21, 31-32), dimostrando, in tal modo, che il terreno più infruttuoso, può anche diventare buono. Il successo, tante volte, nasce proprio dall’insuccesso, prova sublime, ne è la Croce, che sarà preludio alla Risurrezione. È vero, tuttavia, che Gesù è venuto, affinché “tutti abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”
(Gv 10, 10), ma quante volte, nella nostra esperienza Cristiana, ci capita di sperimentare questa quadruplice possibilità: Molte volte ci “chiudiamo”, e siamo più duri della “strada”, così che il Seme della Parola, non penetra nel terreno del nostro cuore, e gli uccelli (che rappresentano il Maligno), lo portano via, cancellando ogni possibilità di crescita! Quando, poi, “i sassi” dell’incostanza ci caratterizzano, siamo solo persone “superficiali”: Partiamo con l’accogliere “con gioia” la Parola, ma poi basta un “sasso”, che può essere una prima difficoltà, una tentazione, una persecuzione, ecc., e tutto svanisce e si secca! E poi, quante volte, non decidiamo con forza la nostra appartenenza al Signore, lasciando che “le spine” in noi (vedi le tante preoccupazioni del mondo, e la seduzione delle ricchezze), soffochino ogni anelito, verso la Luce. Invece, la gioia più grande, è quando accogliamo in noi la Parola (sempre aiutati e sorretti dallo Spirito Santo), e lasciamo che attecchisca, cresca, e produca un raccolto sovrabbondante, fino al cento, sessanta, trenta per uno (v 8b). Una quantità enorme, che il contadino della Galilea, capiva subito (anche se, con tanta meraviglia!), considerato che la produzione media del grano, era al massimo di “Sette per uno”. Concludendo, Gesù ci esorta, dicendoci che oggi tocca a noi, continuare l’Opera del Seminatore, che come Chiesa, ovvero, dobbiamo annunciare con Forza e Perseveranza a tutti, la sua Parola, vincendo le insidie e i rischi della mondanità. Noi, in fondo, siamo chiamati a “seminare”, poi sarà Dio, nei suoi tempi e nei suoi modi, a far crescere e fruttificare, i tanti “semi”, nel cuore di ogni uomo! Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa Domenica.

don Michele Romano

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