
LA PROMESSA DEL “CENTUPLO”: DIO CHE SUPERA OGNI NOSTRA ASPETTATIVA !
Oggi, Festa di San Benedetto Abate, la Liturgia della Parola (Mt 19, 27-29), con parole di Gesù, ci trasmette la “Speranza”, che deve sostenerci, anche quando: “abbiamo lasciato tutto…”, per seguire e stare con Lui. L’esempio di San Benedetto: “Uomo insigne e degno di ogni venerazione, si chiamava Benedetto, e fu davvero “Benedetto” di nome e di grazia; Avrebbe potuto largamente godere, anche lui, degli svaghi del mondo, ma li disprezzò come i fiori seccati e svaniti” (San Gregorio Magno). La Chiesa ha fatto suo, questo appello: Lasciare tutto, per seguire il Maestro, chiudendo con l’incoerenza, ed abbracciando la vera Sapienza, che muove i cuori, rendendoli degni di ereditare la Vita eterna: “Questa è la vita eterna, che conoscano te, l’unico vero Dio e colui che ha mandato, Gesù Cristo” (Gv 17, 3). San Benedetto, con linguaggio altamente teologico e biblico, vede la vita dei monaci, come un faticoso e gioioso “ritorno” a Dio, da cui spesso ci allontaniamo, “s-cadendo” nell’esperienza del peccato. Un po’ come accadde al popolo d’Israele, che liberato dalla schiavitù Egiziana, attraverso il “passaggio” (la sua “Pasqua”), nelle acque del Mar Rosso (il suo “Battesimo”), dopo un lungo percorso nel deserto, ha conosciuto l’approdo finale nella Terra Promessa. Così San Benedetto, descrive il cammino di conversione e di salvezza: “Un prodigioso “innesto” nella Vita “nuova”, che è Cristo! E questo non vale solo per la vita del Monaco, ma per ogni Cristiano, mediante: l’Ascolto, la Preghiera, la Lettura Sapienziale della Parola di Dio, e la ricerca incessante della Sequela di Cristo, vissuta come una gioiosa esperienza Pasquale. In questa prospettiva, la Preghiera e il Lavoro: “Ora et Labòra” (il suo Motto), scandiscono essenzialmente la vita del Monaco, ma che può sperimentare ogni Cristiano, per vivere nella fecondità e nella gioia. Il fascino di San Benedetto, ha ispirato ed ispira tutt’oggi, la vita di migliaia di giovani, che consacrano la loro vita al Signore, ed è per questo, che è stato proclamato, meritatamente, Patrono d’Europa. Con lui, il Monachesimo Occidentale, diventerà l’àncora di Salvezza per la Fede, e il baluardo della Civiltà, segno tangibile del “primato di Dio”, nella vita di ogni uomo! Con la sua Spiritualità, San Benedetto, ricorda alla nostra Società e alla nostra Chiesa, troppo spesso ridotta ad una “Agenzia di servizi religiosi”, e che, spesso, si lascia ingannare, da “false” gerarchie di valori, che la “Priorità” va data: All’Interiorità, alla Mediazione della Parola, e alla Preghiera: “Il vero discepolo, non deve anteporre nulla all’amore di Cristo”! Troppe volte, invece, anche se credenti, ci lasciamo travolgere dalle mille cose da fare, prima di fermarci e riflettere. Per chi ha Fede, c’è sempre la rassicurazione di Gesù, che dice: “Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi, per il mio nome, riceverà 100 volte tanto (Che bella consolazione, investire nella “Banca” di Dio!), ed avrà in eredità la vita eterna” (v 29). Con questa grande consolazione nel cuore, Auguro a tutti, di trascorrere una serena e Santa giornata.
don Michele Romano
