
GESÙ AI DODICI: “STRADA FACENDO…, PREDICATE”!
Oggi il Vangelo (Mt 10, 1-7), ci mostra Gesù che sceglie i Dodici, e li invia in Missione: “Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro…” (v 5). Marco sarà il
primo Evangelista, a redigere questo elenco: “Gesù chiamò a sé quelli che voleva, ed essi andarono da lui” (Mc 3, 13-14). Questa libera iniziativa del Maestro, contraddice la prassi abituale dei Rabbini della sua epoca: Infatti, è Lui che chiama e sceglie, non sono i discepoli che lo scelgono: “Io ho scelto voi…” (Gv 15, 16). I Dodici, formano così, il “Collegio Apostolico”, una vera
Comunità Missionaria, originata nel compimento della Missione del Figlio e dello Spirito Santo, in piena comunione con Dio Padre. Allo stesso modo, oggi, la Chiesa, nel suo pellegrinaggio terreno, in comunione con il Romano Pontefice, successore di Pietro, ed i Vescovi, quali successori degli Apostoli, forma quell’Unità, sulla quale ricade il dovere di annunciare il Vangelo su tutta la terra. Anche noi Cristiani, siamo inviati dal Signore, come messaggeri e testimoni di Pace. Gesù non cercò persone istruite o
altolocate, ma semplicemente persone disponibili, e capaci di seguirlo fino alla fine, ben consapevole delle loro tante “defaillànces”: Rinnegamento di Pietro; Tradimento di Giuda; Dubbi di Tommaso; Delusione dei due Discepoli di Èmmaus, ecc., ma Gesù non ha mai fatto mai mancare la sua vicinanza, e il suo sostegno, in attesa di un loro recupero, o di un ritorno a Lui. Lo stesso elenco dei Dodici, scelti dopo un’intensa notte di Preghiera (specifica Luca!), è simbolico (Infatti gli altri Evangelisti, non sono concordi nell’elencare le persone…!), è un elenco che richiama le 12 Tribù d’Israele, la stessa pienezza del tempo (12 sono i mesi dell’Anno), un elenco, quindi, non esclusivo! Gesù, in tal modo, ci vuol far capire che non sta scegliendo i migliori (Lui non ha “Porpore Cardinalizie” da assegnare!), ma vuole istituire un nuovo percorso di essere Comunità, la Chiesa, appunto, che possa diventare di riferimento per tutti. Ai Dodici, Gesù, circoscrive l’ambito dell’Apostolato, ordinando loro: “Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino” (vv 5-6). In tal modo, Gesù, sottolinea l’importanza di compiere le promesse di Dio, nei confronti del Popolo dell’Antica Alleanza; Ecco perché, la particolare attenzione, “alle pecore perdute della casa di Israele”, è la stessa delimitazione dell’ambito, in cui Gesù esercita il suo ministero, inviato esclusivamente a Israele” (Mt 15, 21-28). Matteo, poi, scrive per una comunità Cristiana, di origine Ebraica, ed accentua questo aspetto, anche se non mancano aperture all’universalismo salvifico (Mt 28, 18-20), con la certezza che Dio chiamerà tutti i Pagani e i Samaritani, in un’altra fase dell’attività missionaria, perché Lui sa, come arrivare a ciascuno, nei tempi e nei modi più adeguati. Quella, dunque, è stata la tappa di un percorso, che oggi ha portato la Chiesa, dopo 2000 anni, a “fidarsi” di Cristo e della sua lungimiranza.
È Cristo, che ha scelto anche noi, e ci chiede di restare con Lui, di dimorare nella sua Parola, di annunciare il Vangelo, e guarire gli indemoniati. La Chiesa, pertanto, non è il “club” di coloro che si appassionano alle “cose religiose”, per primeggiare nel protagonismo, avendo così una visione di Dio, alquanto piccina ed inquietante. Gesù, infatti, non vuole una Chiesa “stabilizzata” sui suoi Dogmi, e Strutture Inattaccabili, vuole piuttosto una Chiesa “in cammino”
(“Strada facendo…, predicate!” – v 7a). Questo renderà “credibile” il nostro Annuncio di Fede, dove la “Strada” e la “Casa”, diventeranno la vera Cattedra, che ancora oggi, renderà visibile la presenza di Dio, che è sempre con noi, e guida i nostri passi. Auguri a voi tutti, per una serena e Santa giornata.
don Michele Romano
