Commento al Vangelo di oggi

CHI È GESÙ, OGGI, PER ME ?

Oggi, il brano Evangelico di Matteo 8, 23-27, ci narra l’episodio della “Tempesta Sedata”. Gesù, dopo essere salito su una barca con i suoi dicepoli, si addormentò. Ma con lo scatenarsi di una tempesta improvvisa, tanto che: “La barca era coperta dalle onde…” (v 24), i discepoli (Che pure erano esperti di mare!), credendosi perduti, svegliarono Gesù e cominciarono a gridare: “Salvaci, Signore, siamo perduti” (v 25). A questo punto, Gesù, svegliatosi, li rimprovera, non tanto per la loro (comprensibile) paura, quanto per la loro poca fede in Lui: “Perché avete paura gente di poca fede” (v 26a), e calmò la tempesta, minacciando i venti e il mare, suscitando in tutti loro, grande stupore: “Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia” (v 26b). Il verbo usato qui da Matteo: “Minacciò”. (“Sgridò”, nella versione biblica del 1974), notiamo che è lo stesso verbo usato da Gesù, quando, più avanti, minaccia un demònio (Mt 17, 18), perché a volte, nel linguaggio biblico, il mare e il vento, rappresentano le potenze che si oppongono a Dio. La “Barca”, invece, spesso rappresenta la Chiesa, o il cammino esperienziale di ogni Credente. La “Tempesta”, diventa metàfora di una grande Verità: Seguire Gesù, non esclude dalle prove e dalle difficoltà del mondo. Tuttavia, Lui garantisce sempre la sua Presenza. Il “Sonno” di Gesù, simboleggia non solo la sua imperturbabilità di fronte agli sconvolgimenti umani, dove manifesta la sua Signoria, ma soprattutto dimostra la sua grande Fiducia nel Padre, in netto contrasto con l’agitazione e il panico dei discepoli che Gesù rimprovera, per la loro poco fede (“Oligòpistoi” – “Gente di poca e piccola fede”!). Questo episodio della Tempesta Sedata, evoca tanti altri episodi biblici: *Quando gli Israeliti, senza paura, passarono tra le acque del mare (Es 14, 22), come a dire: Gesù ricrea l’Esodo! *Evoca anche il Profeta Isaia, che diceva alla gente: “Se dovrai attraversare le acque, sarò con te” (Is 43, 2);
*Ed infine, evoca e realizza la Profezia, annunciata nel Salmo 107: “Le onde salivano fino al cielo, scendevano negli abissi; si sentivano venir meno nel pericolo…, Nell’angustia gridarono al Signore…, La tempesta fu ridotta al silenzio, tacquero le onde del mare” (Sal 107, 26-29). Di fronte alla domanda di Gesù: “Perché avete paura…?”, i discepoli non sanno cosa rispondere, e stupìti si chiedevano: “Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?” (v 27). Questa domanda dei discepoli, deve essere la domanda, che spinge anche noi, oggi, a dare una significativa risposta, su: “Chi è Gesù per me?” Certo, questa domanda non nasce da elevate considerazioni teologiche, ma da un profondo desiderio del cuore, di conoscere e sperimentare sempre più, nella nostra vita, la Presenza del Signore. Non significa certamente aggiungere un altro “Titolo”, ai tanti che già lo caratterizzano nei Vangeli: Da Falegname, a Figlio di Dio, Messia, Cristo, Signore, Nazareno, Figlio di Davide, Pastore, Rabbunì, Pane di Vita, Luce del mondo, Verità, Re dei Giudei, Santo di Dio. Figlio dell’uomo, Maestro, Profeta, Figlio di Maria, ecc., Perché nessun titolo e nessun nome, arriverà mai a rivelare il Mistero profondo della sua Persona. Perché Gesù, in fondo li supera tutti. Solo l’Amore vivo, e non certo il nostro cervello, sarà in grado di dare, pieno significato ad ognuno di questi Nomi, Titoli, o Immagini, che si riferiscono a Lui, soprattutto in base alla “Risposta Personale”, che daremo alla domanda fondamentale: “CHI È GESÙ, OGGI, PER ME”? Qual è il Nome di Gesù, che esprime meglio la mia Fede e il mio a
Amore in Lui? La veridicità, di ogni personale risposta, verrà acclarata solo, dallo “scandaglio” di Dio. A tutti Auguro di cuore, una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

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