
LA “MERAVIGLIA” DI DIO !
Nel brano Evangelico di oggi (Mt 8, 5-17), dopo il Discorso della Montagna, Gesù scende tra la gente e dimostra la sua autorità Messianica, attraverso una serie di guarigioni e miracoli. Infatti, dopo la guarigione (“Purificazione”) del Lebbroso di ieri, oggi Gesù, si “meraviglia” della Fede di un pagano, un Centurione Romano (Non di un Israelita!), anticipo di quell’apertura della Salvezza alle “Genti”. Le parole del Centurione, che chiedeva a Gesù, la guarigione di un suo servo malato: “Signore, io non sono degno che tu entri, sotto il mio tetto, ma dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito” (v 8), sottolineano il riconoscimento dell’Autorità Spirituale di Gesù, che va oltre la presenza fisica! Che bello notare, che anche Dio, si “Meravigli” di un Uomo, ne apprezzi le Qualità, ma soprattutto la sua grande Fede, che si riconosce dall’umiltà (“Si prostrò davanti a lui”-v 2a), e dall’affidamento totale alla sua Parola. Solo due volte, nei Vangeli, Gesù si trova ad elogiare la grande Fede di due Persone (“Pagani”- peraltro!): Il Centurione di oggi, e la Donna Cananèa (Mt 15, 21-28). Questo ci dice che, come Israele non si salva, per il sol fatto di essere il “Popolo Eletto”, così anch’io oggi, non mi salvo solo perché dico di essere un Cristiano, occorre invece che io sia e viva da “Credente” (Non Aggettivo, ma Partecipio Presente del verbo “Credere”), che esprime, cioè, la mia totale fiducia in Lui (“Basta una tua parola…”), con quel senso di umiltà (“Non sono degno…”), che fa di un Centurione, uno che suscita l’ammirazione di Gesù, non perché avesse il potere di comandare 100 soldati: “Dico ad uno: “Và…, ed egli va…” (v 9b), bensì, perché era capace di Amare (Non un Figlio…, ma addirittura, un “Servo”), donandosi e spendendosi per gli altri. Un uomo, che aveva anche saputo intessere Relazioni di amicizia. Infatti, vediamo come in Luca, andranno persino i suoi amici, da Gesù, e glielo raccomandano: “È lui che ci ha costruito la Sinagòga…” (Lc 7, 5). La “meraviglia” che questo Centurione suscita in Gesù, dovrebbe insegnare a tutti noi, la capacità di saperci – a nostra volta – “meravigliare, anche delle cose belle degli altri, dei loro doni, dei loro talenti, che Dio ha concesso anche a chi ci sta fianco, senza “scadere” nell’invidia e nella gelosia, (che brutte bestie!). Dobbiamo tutti, oggi, essere “riconoscenti” a questo Centurione, perché la Chiesa, apprezzandone l’immenso valore, ha pensato bene, per rarrivare la nostra Fede nell’Eucarestia, di utilizzare le sue stesse parole, durante la santa Messa, prima di ricevere Gesù Eucarestia, nella Santa Comunione: “Signore, io non sono degno…, ma dì soltanto una parola, ed io sarò salvato!” Subito dopo, Gesù, entrando nella casa di Pietro, ne guarì la suocera malata (vv 14-15). Anche qui, notiamo un gesto di grande tenerezza di Gesù: “Le toccò la mano…”-v 15), e lei, guarita, si mise subito al servizio, divenendo così per tutti noi, “modello”, per un vero discepolato. Venuta la sera, poi, Gesù guarì anche molti malati, e indemoniati, adempiendo così, la Profezia di Isaia: “Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori” (Is 53, 4). Questi Miracoli, ci mostrano Gesù, non solo come il Maestro (dopo il Discorso della Montagna), ma come il Messia potente, che mette in pratica l’Amore di Dio. Pertanto, affidiamo a Lui, anche la nostra vita, superando ogni pregiudizio religioso, e riconoscendolo come “Colui che ci libera dal male”, e da ogni sofferenza! Auguro a tutti, di cuore, una serena e Santa giornata.
don Michele Romano
