Commento al Vangelo di oggi

DA COME MISURI E GIUDICHI GLI ALTRI, COSÌ DIO FARÀ CON TE !

Nel brano del Vangelo di oggi (Mt 7, 1-5), il Signore non solo ci sollecita a non giudicare alcuno: “Non giudicate, per non essere giudicati…, e con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi” (vv 1-2), ma aggiunge: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso (Lc 6, 36). Non dimentichiamo mai, che proprio Lui- Gesù – che ha sempre predicato e testimoniato Amore, fino al dono della sua Vita, quale suprema testimonianza, proprio Lui, è stato vittima di un giudizio iniquo, e di una condanna assurda. E quanti giudizi e condanne ingiuste, ancora oggi, registriamo nel nostro mondo! Questo accade, purtroppo, perché la misura dell’agire umano, si avvale per lo più, della fredda norma, scandita dalla ragione, e perciò spoglia di ogni misericordia, tipico di coloro che hanno la “trave” nei loro occhi, e pretendono di togliere la “pagliuzza” dall’occhio altrui,
(s)cadendo nella peggiore ipocrisia. Umanamente, siamo tutti propensi a vedere le manchevolezze e i difetti degli altri, e molto restii a vedere i nostri; E qui mi torna in mente, la famosa Favola di Fedro e delle 2 Bisacce: Una, posta dietro le nostre spalle, motivo per cui non la vediamo, tutta carica dei nostri difetti: E l’altra posta sul davanti, con i difetti degli altri, ovviamente, tutti ben visibili. Occorre fare nostro, invece, lo “sguardo” di Dio, e possedere, cioè, uno sguardo limpido, per essere sicuri che nel rapportarci con gli altri, siamo mossi e guidati dalla Carità vera! Correzione fraterna, quindi, non come un nemico che cerca la vendetta, ma come il
Medico che applica un rimedio, anche perché nei momenti in cui puntiamo il dito contro gli altri, non ci rendiamo conto che, paradossalmente, altre 3 dita sono puntate verso e contro di noi. Il Signore Gesù: È venuto nel mondo, non per giudicarlo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui” (Gv 3, 17). Proviamo a pensare ed immaginare, come se oggi dovessimo presentarci al Creatore, e subire il suo Giudizio: Possiamo dire di essere pronti? Secondo la più perfetta equità per questa nostra saccente e peccaminosa “presunzione”, saremo tutti incappati inevitabilmente, in una severa ed irrevocabile condanna. Invece, è prevalsa la Misericordia del Padre, il Perdono e la Redenzione, a prezzo del Sangue di Cristo. Ecco perché siamo invitati nella nostra vita, a vivere il nostro rapporto con gli altri, con le Virtù tipiche del Cristiano: la Compassione e la Misericordia. Nessuno, deve poter giudicare nessuno, perché il Giudizio, è tipico ed esclusivo di Dio. Il “pettegolezzo”
(oggi, in termini moderni, si preferisce chiamarlo “Gossip”), tuttavia, è quel giudizio impietoso e severo, che tante volte caratterizza l’agire delle nostre Comunità (“cosiddette”) Cristiane, ma rimane pur sempre qualcosa di molto grave, perché divide e non unisce, rimanendo sempre un grave peccato. Per questo siamo invitati, a vigilare severamente su noi stessi. Ogni “Giudizio”, pertanto, sia improntato alla correzione fraterna e al recupero della dignità degli altri, scorgendo in loro, quanto c’è di più buono e positivo! Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.

Don Michele Romano

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