Commento al Vangelo di oggi

IL NOSTRO “REFERENTE” È DIO, NON CERTO IL MONDO !

Oggi nel Vangelo (Mt 6, 1-6.16-18), Gesù ci dà dei preziosi ammonimenti, circa le tre pratiche fondamentali della Pietà Ebraica: Elemosina (vv 1-4)- Preghiera (vv 5-15)- e Digiuno (vv 16-18), dicendoci: “State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli” (v 1). Purtroppo, viviamo tempi, in cui la spettacolarizzazione, in tutte le sue forme, spinge ognuno, a fare mostra di sé, per cercare il consenso e l’ammirazione degli altri, ignorando, in tal modo, che il nostro unico “Referente”, deve essere sempre e solo, il Signore. Oggi più che mai, tutto ciò, è facilitato dai più svariati mezzi e strumenti di comunicazione, che, ahimè, se mal gestiti, favoriscono l’apparire, a discapito dell’essere! Si fa a gara nel primegiare e prevalere sugli altri, goderci i nostri veri o presunti successi personali. Ma, agire nel “nascondimento”, dove solo Dio ci vede (“Solo il Padre tuo, “vede” nel segreto…!), pensando cioè, di dare solo gloria a Dio in ciò che facciamo, è virtù di pochi. Occorre davvero tanta Fede, retta intenzione, e soprattutto Speranza nei beni futuri: “Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano”
(Mt 9, 19a). Certo, siamo esseri umani, ed ognuno di noi cerca quell’umana e legittima gratificazione, in ciò che fa ogni giorno…, ma questo può costituire anche uno stimolo, per perseverare nel bene. Al contrario, sappiamo anche, che le delusioni ci opprimono, e gli insuccessi spengono in noi, la voglia di proseguire. Ma occorre chiedersi: Da chi mi attento ricompensa per tutto questo? Da Dio, o dagli uomini? Purtroppo si sa, il plauso degli uomini, anche se ci esalta, è fugace, e ci può soddisfare solo per un istante; Dio, invece, ci premia,
colmandoci di beni, e il suo premio dura per l’eternità! Ecco perché la nostra Carità, il nostro Digiuno e le nostre Preghiere, devono essere sempre improntate alla gratuità, ed indirizzate a Lui, perché il Signore, diversamente, ci dice: “Quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? (Mc 8, 36). Tutto il Vangelo secondo Matteo, è attraversato dal senso della “Giustizia”, una Giustizia, come ci ricorda il Signore, nel Discorso della Montagna, che deve essere “superiore”, a quella degli Scribi e dei Farisei. Oggi Gesù , passa in rassegna, quelle che dicevamo, sono le tre Attività fondamentali del pio Israelita. Analizziamole, ora, insieme!
La 1a, è l’Elemosina. La Legge, prevedeva procedure precise per sfamare i poveri, come ad esempio: La 10ª triennale, prevista da Dt 14, 28-29); Tuttavia, l’Elemosina personale e spontanea, era tipica delle persone pie. Ed ancor di più, , questo va fatto “senza suonare la tromba…”, ci dice Gesù, diversamente, siamo degli “ipocriti” (“Attori…”, Gente “falsa”).
2)- Riguardo alla Preghiera, poi, non servono “i crocicchi” delle strade. Dio non ama gli esibizionismi, Lui predilige la “propria camera”, ossia l’interiorità del cuore, specificando anche che bisogna “chiudere la porta”, a dire che in noi, ci dev’essere uno spazio sacro: “Riservato ed intimo”, per l’incontro col Padre.
3)-L’ultima parola di Gesù, è contro l’ostentazione del Digiuno. Non è il caso di mostrare un aspetto “smorto”, anzi, è l’unica volta che Gesù ci invita ad “àgere contra”, quasi un invito ad andare dal “parrucchiere”, per farsi belli e profumati, perché nessuno deve accorgersi che stiamo digiunando, ma solo Dio, che ci vede “dentro” di noi. Vissute nell’Amore di Dio, queste pie pratiche diventano così, “Caparra”, di quella “ricompensa”, che, un giorno, Dio Padre ci darà. Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.

Don Michele Romano

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