Commento al Vangelo di oggi

“AVETE INTESO CHE FU DETTO…: MA IO VI DICO”!

Nel brano Evangelico di oggi (Mt 5, 38-42), Matteo ci presenta la terza (delle sei) “antitesi” del capitolo 5, dove Gesù insegna che: “L’odio e la vendetta, si superano solo con il perdono!” L’aforisma che caratterizzava la “Legge del Taglione” (Es 21, 15-51; Lv 24, 20), recitava così: “Occhio per occhio, dente per dente”. A livello giuridico e sociale, essa rappresentava, tra l’altro, un progresso; Infatti, rappresentava il superamento dell’Antica “Legge della vendetta di sangue”, di Genesi 4,23: “Puoi fare al prossimo, solo quello che lui ha fatto a te, diversamente scadi nell’ingiustizia”.
Ma al di là di tutto ciò, Gesù, nella pienezza e nel compimento della Legge, afferma il bisogno di superare la “Vendetta”, con il “Perdono”. C’è ne dà un chiaro esempio, Lui stesso sulla Croce, quando prega ed intercede per i suoi carnefici: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno” (Lc 23, 34). Amare chi ci ama, è facile e istintivo, ma amare i nemici, e addirittura pregare per chi ci perseguita, è eroico! Solo seguendo questo percorso di Pace – che sappiamo essere assai arduo e perciò evitato dai più – vivremo realmente la figliolanza dell’unico Dio e la Fratellanza dell’Amore di Cristo, per guardare gli altri, riconoscendoli come nostri Fratelli, senza distinzione di razza, di censo, di religione o di cultura. L’arma del Cristiano è l’Amore, il solo capace di fermare i violenti, disarmare i guerrieri, e ristabilire la Pace.
È un discorso, questo, che deve regnare “in primis” anche dentro la nostra Chiesa, affinché le “sue Porte, possano essere sempre “aperte per tutti”, dove i cuori dei Pastori e dei Ministri, rimandino all’Amore di Cristo, e sappiano accogliere vicini e lontani, senza respingere mai nessuno. Forse per questo, il Sacramento del Perdono e della Riconciliazione: Con se stessi, con gli altri, e con Dio, trova sempre maggiori difficoltà ad essere accolto e praticato: perché, probabilmente, abbiamo eretto steccati e muri, talvolta invalicabili. In tanti, ancora oggi, prediligono ancora la “fredda” aplicazione di leggi e canoni, che creano nuove forme di “schiavitù” e sofferenza, anziché far sperimentare la gioia del Perdono, e l’abbraccio di Pace del Signore!
Del resto, i quattro esempi elencati da Matteo, vogliono illustrare al meglio le reali intenzioni di Gesù, sul Comandamento di non opporsi al malvagio:
1)- **Lo schiaffo sulla guancia destra ** – è particolarmente doloroso ed oltraggioso, perché dato con il dorso della mano. Così fu anche per Gesù (Mt 26, 67- Is 50, 6).
2)- La lite giudiziaria: Con chi pretende la tunica, come caparra o risarcimento danni, per il discepolo di Gesù, non ha più senso; anzi, non farà valere per sé, neanche la Legge che vietava il pignoramento del mantello del povero, e il dovere di restituirglielo, prima del tramonto del sole (Es 22, 25;
Dt 24, 13): Egli darà tunica e mantello, senza opporre resistenza.
3)- Le prestazioni forzate: da parte di autorità militari o statali: Vedi l’esempio di Simone il Cireneo: “Lo costrinsero a portare la sua Croce – (Mt 27, 32), o di fronte all’obbligo di percorrere un miglio (che all’epoca Romana misurava 1478,50 mt), il discepolo di Gesù, senza ribellione o astio nel cuore, liberamente e di buon animo, farà con gioia il doppio, di quanto esige da lui, la prepotenza del malvagio.
4)- I poveri e i richiedenti un prestito: Circa i fastidi e le relazioni violente, denunciate dalle cattive esperienze, relative ai prestiti, come leggiamo in Sir 29, 4-10, Gesù ci invita a conformarci al comportamento del Padre: “Il Padre vostro che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele chiedono” (Mt 7, 11b).
Se questi princìpi, e questi comportamenti Cristiani, entrassero anche nella nostra Società, allora sì, che migliorerebbero i rapporti umani, molto più di quanto non si ottenga con gli apparati di giustizia e/o di repressione.
Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

condividi su