
IL DOMANI CHE CI ASPETTA, È DI VITA PIENA !
Il brano Evangelico di stamane (Mc 12, 18-27), ci narra di questa accesa discussione, tra Gesù e i Sadducèi, sulla dottrina della risurrezione. I
Sadducèi, erano un èlite Sacerdotale, aristocratica e conservatrice, che negavano la risurrezione. Oggi, tentano di mettere in difficoltà Gesù, ponendo una domanda “paradossale”, basata sulla Legge del Leviràto: “Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto, che: “Se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello” (Dt 25, 5-10); una domanda che, chiaramente, riguarda proprio un caso limite: Una donna sposata a 7 fratelli, uno dopo l’altro, ed ecco la domanda “capziosa”: “Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutte e sette l’hanno avuta in moglie?” (v 23). Gesù, rispondendo, afferma che dopo la morte, la vita sarà totalmente diversa: Non ci saranno più i “ruoli” di questa terra. Infatti non ci si sposerà (“Non prenderanno né moglie né marito”,
e saremo come angeli nel cielo” (v 25). Chiarisce cosi’, che Dio, è il Dio dei viventi, non dei morti (v 27a), e sottolinea (con velato rimprovero)a tutti loro, l’importanza di conoscere le Scritture e la potenza di Dio: “Voi siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio” (v 24), spiegando, poi, con risoluta chiarezza, che la vita da risorti, trascende ogni logica terrena e matrimoniale. Citando, poi, la scena del Roveto ardente, con Mosè sul Sinai: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe” (v 26), Gesù dimostra che la relazione con Dio, è “eterna”, e non si interrompe con la morte fisica. Questo brano di oggi, ci è di grande consolazione, perché ci insegna che la morte, non ha l’ultima parola! La risurrezione ci viene presentata, come un Dono di Speranza, un invito a vivere serenamente, consapevoli che il “domani” che ci aspetta, è sicuramente di “vita piena”, perché Dio ha sconfitto la morte, e desidera dare a tutti noi, suoi figli, questa “pienezza di Vita”, nel suo Regno. In definitiva, Gesù trasforma la loro domanda “provocatoria”, in un insegnamento centrale della nostra Fede: La vera Vita, consiste in questa relazione intima e fedele con Dio, che va oltre la mortalità. Ma è bene, a questo punto, che ognuno di noi, si ponga delle domande “serie?”: Quanta fatica faccio anch’io, a credere nella risurrezione? Cosa mi impedisce di credere davvero in essa? Ho piena fiducia nel Signore, oppure ancora sono nella tipica fase del “timore dubbioso?” La nostra Fede, lo affermiamo con forza, trova il suo fondamento, proprio nella Risurrezione di Cristo (1Cor 15, 14), per cui la nostra relazione con Lui, non può terminare con la nostra morte, perché,
: Se Lui è il Dio fedele – e lo è – non può venire meno al Dono della Vita, in quanto: Lui, “non è Dio dei morti, ma dei viventi”. Auguri, per trascorrere una serena e Santa giornata.
don Michele Romano
