
ALL’INFEDELTÀ DELL’UOMO, FA RISCONTRO LA FEDELTÀ DI DIO
Il Vangelo di oggi (Mc 12, 1-12), contiene la “Parabola dei Vignaioli omicidi”, presente anche in Luca (20, 9-18) e Matteo (21, 33-46), e racconta di un proprietario che, dopo aver piantato una vigna e affidata a dei contadini, al tempo opportuno, invia i suoi servi, per riscuotere il raccolto. Ma questi, purtroppo, vengono bastonati e uccisi. Infine, manda il Figlio, convinto che lo rispetteranno, ma i contadini uccidono anche lui, per appropriarsi della vigna. Il ricorso all’immagine della vigna, è molto frequente nelle Scritture, ed ogni Autore sacro, ha riconosciuto in essa, l’agire del popolo d’Israele, che ha deluso le attese di Dio! Un Popolo, che Egli ha scelto fra gli altri Popoli, quale depositario della Rivelazione, e primo destinatario della Salvezza, che deludendo ogni sua aspettativa, anziché produrre uva buona, ha prodotto uva selvatica. Ma, anche se l’uomo, continua a deludere le attese di Dio, che con tanto Amore e tanta Cura, ha impiantato la Vigna (E l’Evangelista notiamo, che per descrivere tutto ciò, fa uso di 5 importanti verbi: “Piantò…, Circondò…, Scavò…, Costruì…, Affidò…!), e pur tuttavia, l’Amore di Dio non viene mai meno. Questa Parabola, diventa così metàfora, anche dell’annuncio dell’imminente Passione e Morte di Gesù, e viene narrata, proprio mentre Lui si trova a Gerusalemme. Lì, dove prima era stato accolto con: “Osanna, osanna…, da quella medesima folla, che da lì a poco, gli urlerà: “Crocifiggilo…, Crocifiggilo! E questo avverrà, proprio per mano, di coloro a cui Gesù, sta rivolgendo questa Parabola. Di contro, l’immagine della Vigna che aveva Gesù, era ben altra: “Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore”
(Gv 15, 1ss). Del resto, questa Parabola dei Vignaioli omicidi, è una chiara “allegoria”, sintesi di tutta la Storia della Salvezza, Icòna dell’infedeltà dell’uomo, e della fedeltà di Dio. Notiamo, anche, come ci sia un crescendo di resistenza e violenza da parte nostra (dell’uomo!), ed un crescendo della Bontà e dalla Misericordia, da parte di Dio. E questo, ahimè, vale non solo per la nostra piccola storia personale, ma vale anche a un livello più vasto: Ecclesiale e
Sociale! Una Parabola, che diventa anche metàfora dell’intera Storia umana, dove Gesù ci mostra l’agire di Dio, tipico di un Padre ricco di Amore, che sa anche recuperare le nostre infedeltà, facendole
divenire “pietra d’angolo”, di una Creazione misteriosa, che è il suo Regno. Pertanto, chiediamo al Signore, mentre si avvicina il tempo della “raccolta dei frutti” della nostra vita, di saper sempre riconoscere la “Pietra d’angolo”, che è Cristo Signore, su cui costruire ogni giorno, la nostra esistenza e la nostra eterna felicità! Auguro di cuore a tutti, una serena e Santa Giornata.
don Michele Romano
