Commento al Vangelo di oggi

IL “SEMBRARE”, NON EQUIVALE
A “ESSERE”!

La breve, ma intensa Perìcope del Vangelo di oggi (Mc 11, 27-33), ci mostra come i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani, si sentano minacciati dall’azione decisa di Gesù, prima, con la “Purificazione” del Tempio, e poi, la relativa cacciata di tutti i mercanti. Ecco, allora, che lo interrogano sulla sua autorità: “Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?” (v 28). Essi, in effetti, sono rimasti sbigottiti ed attòniti, dopo l’agire di Gesù, che con la sua determinata azione (la “Purificazione del Tempio”, appunto), ha inteso restaurare non solo il Culto, ma anche restituire “dignità” alla Casa del Signore. Proprio come accadde nell’Antico Testamento, al tempo dei Maccabèi; Solo che allora, fu una celebrazione molto solenne: “Con gioia passarono otto giorni, come nella Festa delle Capanne (2 Mac 10, 6a), perché avevano sopraffatto i nemici (Antioco Epìfane) del popolo di Dio, perché avevano profanato il Tempio. Ma adesso, la “Profanazione “, proviene dall’interno dello stesso popolo. Infatti, tutti loro avevano fatto della casa di Dio, una casa di traffici, ed interessi personali. Pertanto, con questa domanda a Gesù, essi non cercano la Verità. Cercano piuttosto di metterlo in difficoltà, perché vedono lesi e messi a rischio, i loro interessi (quali “Gestori” del Tempio), per cui sono alla ricerca di un pretesto, per avere di che accusarlo, per poi “eliminarlo”. Ma Gesù, che ben conosce la loro ipocrisia, sicuramente avrà sorriso amareggiato, e alla loro domanda, tipica delle false “colombe”, risponde con la furbizia del “serpente” (Mt 10, 16), ponendo loro una precisa “contro- domanda”, circa il Battesimo di Giovanni: “Il Battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi”
(v 30). A questo punto, scatta il “dilemma” nei capi: Non possono dire “dal cielo”, (Ammettendo cosi’, di fatto, la loro incredulità!), né tantomeno “dagli uomini” (temendo la folla che riteneva Giovanni un profeta), per cui rispondono: “Non lo sappiamo” (v 33), manifestando, in tal modo, il loro fallimento spirituale, unitamente alla dimostrazione, che preferiscono la “convenienza”, alla “Verità!” Non hanno, cioè, l’umiltà di riconoscere Giovanni come il suo Precussore: “Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. Siederà per fondere e purificare l’argento; purificherà i figli di Levi…, perché possano offrire al Signore un’offerta secondo giustizia” (Ml 3, 2-3). Ecco perché, non accettando di “purificare” i loro cuori: capi dei sacerdoti, scribi e farisei, non riescono a comprendere, il significato e il valore della “Purificazione del Tempio”, operata da Gesù. Ma Lui, tuttavia, è ben determinato nel suo percorso, e, abbiamo visto, non si lascia intimidire dalle provocazioni dei suoi avversari, tant’è che non fornisce loro, spiegazione alcuna! Ora, volendo attualizzare questo grande insegnamento, che ci viene dal Vangelo di oggi, vediamo come anche nelle nostre Parrocchie, troppo spesso, troviamo persone che vivono nell’ansia di gestire un “potere”, che sanno, però: di “casa fondata sulla sabbia”. Ecco perché Gesù, ci suggerisce di non lasciarci turbare da questi “super-devoti”, che sanno nascondere bene, la fragilità delle loro idee e dei loro comportamenti , dietro la rigidezza delle loro posizioni, ed anziché coltivare lo spirito di Profezia nella Chiesa, si sentono così speciali, ahimè, da non avvertire alcun bisogno di conversione. Noi tutti, col santo Battesimo, siamo diventati “Tempio di Dio”
(1Cor 3, 16-17); E allora, coltiviamo ogni giorno, il desiderio di “purificare” il nostro cuore, da ogni peccato! Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

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