Commento al Vangelo di oggi

“TU SEGUIMI”!
LA VERA SEQUELA, NON CONTEMPLA LA CURIOSITÀ.

Dopo la predizione della sua Morte, oggi nel Vangelo (Gv 21, 20-25), c’è Pietro che: “Vedendo che li seguiva quel discepolo che Gesù amava” (v 20), chiede notizie della sua sorte futura. Ma Gesù, non soddisfa la sua curiosità: “Pietro a te che importa? Tu seguimi” (v 22b). Più che preoccuparsi della fine dell’amico, Pietro, comprende che deve preoccuparsi solo di seguire il Maestro. Certo, Gesù, poteva anche lasciarlo in vita, fino al suo ritorno, nella Parusìa, evento che, probabilmente, allora non era poi ritenuta così lontana. Tanti versetti biblici, c’è ne danno conferma:
-1Cor 5, 5: “La fedeltà di ogni credente, verrà giudicata, quando il Signore verrà;
-1Ts 4, 15ss: “Noi che saremo ancora in vita alla venuta del Signore”;
-Ap 3, 11: “Vengo presto. Tieni saldo quello che hai”; -Ap 22, 7: “Ecco io vengo presto; -Ap 22, 20: “Sì, vengo presto. Amen”! Probabilmente, il discepolo amato, avrà raggiunto una veneranda età,
per questo, le parole del Signore a Pietro: “Se voglio che egli rimanga finché io venga…(v 22b), furono equivocate e considerate una profezia della sua immortalità (v 23). L’ipèrbole del versetto 25, poi: “Vi sono molte altre cose compiute da Gesù…”, vuole mettere in risalto, che solo una parte di tutto ciò che Gesù ha detto e ha fatto, è stata messa per iscritto. Certo, questo lavoro di raccolta, sulla stregua del Pròlogo di Luca, all’amico Teòfilo (Lc 1, 1-4), ed ancor più nello specifico di Giovanni, che gode di una grande penetrazione e valore teologico (Nel suo Vangelo, non per nulla, è chiamato: il “Teologo” (Cfr: le 5 Tappe del Brown), è un grande Dono per la Fede della Chiesa, e di ogni discepolo, che vuole accogliere e vivere, il messaggio Spirituale di Gesù. Origène, ha scritto di lui: “Quello di Giovanni, è la primizia dei Vangeli, il cui senso profondo, non può cogliere chi non abbia appoggiato il capo sul petto di Gesù, e non abbia ricevuto da Lui, Maria come sua Madre”. Siamo, pertanto, tutti invitati a diventare “nuovi” Giovanni, per essere chiamati e riconosciuti da Gesù. A ben pensarci, il Vangelo non si dovrebbe mai finire di scrivere…: “Il mondo stesso, non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere” (v 25). Verissimo: Ognuno di noi potrebbe aggiungere la “sua” pagina: Ogni uomo e donna, che hanno vissuto nella Luce della Verità del Signore, potrebbe aggiungere una perìcope, un brano, una propria Testimonianza, ed allora avremmo il Vangelo, non più “secondo”, bensì: di Antonio, di Michele, di Lucia, ecc.! La nostra vita, cioè, che diventa Vangelo, Buona Notizia, per tutti coloro che il Signore pone sul nostro cammino! Infine, è interessante notare come l’ultima parola, che Gesù rivolge a Pietro, sia uguale alla prima: “Seguimi”. Questo ci insegna, che non c’è mai fine alla “Chiamata”, e non c’è mai fine alla “Sequela!” Nella vita, non finiremo mai di essere viandanti e pellegrini su questa terra, ma sempre “cercatori di Dio!” A Pietro, Gesù consegna il difficile compito, di rassicurare, condurre e confermare i Fratelli nella Fede. Lui che, anche se uomo di poche parole, abituato più alla fatica del mare e della pesca, tuttavia, ha seguito Gesù, “sino ai confini del mondo” (Allora conosciuti: Roma!), fino a rendergli “Testimonianza” su quel Colle, che lo vedrà crocifisso come il suo Maestro, ed oggi sepolto nella stessa Basilica, a lui dedicata, sul Colle Vaticano. Che sia, per noi tutti, monito ed esempio di vita, evangelicamente vissuta! Auguro a tutti di cuore, una buona conclusione del Tempo Pasquale.

don Michele Romano

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