Commento al Vangelo di oggi

” ANDATE DUNQUE…, IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI”!

In questa Domenica dell’Ascensione, ci viene presentata la conclusione del Vangelo secondo Matteo (Mt 28, 16-20), con una solenne Apparizione di Cristo Risorto ai discepoli, sul Monte della Galilea. Ormai Egli, è il “Figlio dell’uomo”, cantato da Daniele, dotato di un potere universale (Dn 7,14-14). Tale condizione, è evidenziata dal gesto dei discepoli che, “quando lo videro, si prostrarono dinanzi a lui” (v 17). Egli, oggi, prima di salire al Cielo, dà il mandato “Missionario” alla sua Chiesa: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato” (vv 19-20a). Gesù, in tal modo, sottolinea l’importanza di creare una Comunità di persone, che possano sperimentare e vivere, un rapporto personale con Lui. Ed ecco che “l’Incipit” che caratterizza il Vangelo secondo Matteo: “L’Emmanuele” – “il Dio con noi” (Mt 1, 23), trova conferma ora, nelle parole di commiato di Gesù: “Io sono con voi…, fino alla fine del mondo” (v 20b). In questo ultimo messaggio agli Apostoli, prima del suo ritorno al Padre, Gesù promette che, con l’aiuto dello Spirito Santo, a Pentecoste, tutto cambierà: Passeranno dal timore e dalla paura, alla gioia, e gli saranno Testimoni, “annunciando il suo Vangelo, fino agli estremi confini della terra” (At 1, 8). Questo incontro di Gesù Risorto con i discepoli, abbiamo visto, avviene sul Monte della Galilea, lì dove tutto era iniziato, e dove ora, “tutto trova pienezza e slancio”, perché l’Annuncio del Vangelo raggiunga tutti i popoli della terra. Al versetto 17, oggi, è detto chiaramente: “Essi però dubitarono”. È la prima ed unica volta, che in Matteo, il gruppo dei discepoli, è chiamato: “Gli undici discepoli, intanto…” (v 16a). È pur vero, che la solenne Festività di oggi, non ci porta tanto a contemplare le Glorie celesti, ma a considerare anche la nostra realtà povera e inadeguata come Chiesa, “nuova” Comunità di discepoli del Signore. Infatti, questo inizio del brano Evangelico, ci pone di fronte a una comunità di discepoli – gli Undici – presentandocela “monca”: Il Gruppo scelto e costituito dal Signore, era di Dodici (Mt 10, 1.2.5; 11, 1; 20, 17), ed a loro Gesù, aveva solennemente promesso: “Voi… siederete su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele” (Mt 20, 28b). Oggi questa Comunità, è priva di uno dei “Fratelli”. L’assenza di Giuda Iscariota, di cui Matteo, dopo lo scandalo del Tradimento, riporta anche la tragica e sconvolgente fine: “Andò ad impiccarsi” (Mt 27, 5b), ci pone di fronte ad una Comunità scossa, smarrita, minata nella fiducia reciproca: Al momento dell’arresto, “tutti… abbandonarono Gesù” (Mt 26, 56); “Pietro lo rinnegò apertamente”
(Mt 26, 74), ecc.! Ormai, è una Comunita che deve fare i conti con ferite profonde, lasciate da un passato, che non potrà passare velocemente, ma che conoscerà strascichi e rigurgiti, chissà per quanto tempo. Tuttavia, le parole delle donne, che “corsero”, per dare l’annuncio della Risurrezione ai discepoli (Mt 28, 8), hanno risvegliato in loro, la memoria di quelle parole, che Gesù aveva detto loro, subito dopo l’Ultima Cena. Essi obbediscono, ed arrivano così ad incontrare il Risorto, divenendo depositari della Promessa, su cui potranno scommettere tutta la loro vita: “Io sono con voi tutti i giorni!” Promessa, che evoca la formula dell’Alleanza Vetero- Testamentaria, tra Dio e Israele: “Io sarò il vostro Dio” (Ez 11, 20). Parole che fondano la Comunità Cristiana, come luogo della presenza di Dio, come “Tempio” di Corpi e Relazioni. Il Risorto, oggi, con la sua Ascensione, diventa così la “Luce” decisiva, che rischiara “tutti coloro che camminano nelle tenebre e nell’ombra della morte” (Lc 1, 79). Gesù ha convocato i suoi discepoli, su questa montagna della Galilea, al pari di come Dio, convocò il suo Popolo, ai piedi del Sìnai. Un Monte che simboleggia l’incontro tra il Cielo e la Terra, ed è da questa montagna che invia i discepoli (e con loro, noi tutti), ad Evangelizzare, come Chiesa (“Ekklesìa”), l’intera Umanità. Con la sua Ascensione, Gesù sembra essere ormai “assente” e lontano da noi, ma in realtà Lui, è sempre presente tra di noi. C’è lo ha assicurato almeno in tre ambiti:- Nella PREGHIERA: “Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18,20).
-Nella Santa
EUCARESTIA: “Prendete e mangiate, questo il mio corpo” (Mc 14, 22; Lc 22, 19; Mt 26, 26; 1Cor 11, 24).
-Nella CARITÀ FRATERNA:
“Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 40). È per questo che “Gesù si è fatto Uomo nel seno della Vergine Maria”, per essere L’Emmanuèle- “il Dio con noi”, fino alla fine dei tempi. Auguro a tutti di cuore, una Santa Domenica dell’Ascensione di Gesù.

don Michele Romano

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