
LA VOSTRA TRISTEZZA, SI CAMBIERÀ IN GIOIA.
Nei pochi versetti, che ci consegna il Vangelo di oggi (Gv 16, 20-23a), stupisce che Gesù, in questo colloquio d’Addio con i suoi discepoli, prima della sua Passione, non fa alcun riferimento alla sua sofferenza, che da lì a poco dovrà subire, ma sia interamente proteso a rincuorare e rassicurare tutti loro: “Ora siete nel dolore: ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia” (v 22). Dimentico di sé, Gesù ha occhi e cuore solo per noi tutti, come per i suoi discepoli, e pure avendo il sacrosanto diritto di esternare il suo dolore (Cosa che più avanti manifesterà al Padre: “Padre è venuta l’ora…” (Gv 17, 1), sceglie di andare oltre, per consolare quanti vivono momenti di dubbio ed oscurità. Più che “gratuità”, questo è ben altro! È piuttosto lo stile e il linguaggio dell’Amore di un Dio, che sfocia nella compassione, e si fa tenerezza! Tutto questo ci deve sostenere, soprattutto nei giorni in cui abbiamo la sensazione, che Dio “non si fa più sentire”, o che ci sembra “lontano da noi”, ecc.!
E invece no! Non è così! Gesù è perennemente piegato sulla nostra fragilità umana, per aiutarci a superare ogni tristezza, e infonderci sempre quella fiducia in Lui, e nella potenza della sua Morte e Risurrezione. Non importa se ancora sono in tanti, ad essere lontani da questa Verità, il nostro mondo, purtroppo, sappiamo è sempre più lontano da Dio, perché preferisce, ahimè, la sua logica edonistica: “Voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà…” (v 20a). Ed anche se ci toccherà, il passaggio obbligato della Croce, noi Cristiani sappiamo e crediamo, che dopo la Croce ci sarà sempre la gloria della Risurrezione. Entriamo, pertanto, in questo Mistero, con Fede e fiducia, scegliendo sempre di “donare” la vita, piuttosto che “possederla”. Allora sì, che anche noi, sapremo “generare Amore”, proprio come “la donna che, quando partorisce, è nel dolore…, ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuta al mondo un uomo” (v 21). È così che anche noi, saremo capaci di “partorire”, e generare Amore, fosse anche dopo il travaglio di un parto doloroso: “In verità io vi dico: voi piangerete e gemerete…”, ma è solo così che anche “la vostra tristezza si cambierà in gioia” (v 20b). Ci consoli sapere, tuttavia, che in questo nostro “Passaggio” (nostra Pasqua!), anche noi saremo “Madri”, ed avremo una “discendenza”. Dopo questo Annuncio di Salvezza di Gesù, che ci fa superare, il “poco” della tristezza (v 19), per il breve distacco, riferito ai giorni della sua sepoltura, come non essere felici e fiduciosi nel Signore, sapendo che dopo 3 giorni, il cuore dei suoi discepoli, si aprirà alla gioia della Risurrezione? Questo Evento fondante la nostra Fede e la nostra Predicazione, che ancora stiamo contemplando in questo Tempo Pasquale, viene a sconvolgere la nostra vita e le nostre tristezze! Forse è arrivato il momento, di accogliere questo “Lieto Annuncio di Salvezza”, come rivolto ad ognuno di noi, perché Gesù vuole liberare il nostro cuore da ogni paura e tristezza, per donarci la sua gioia in abbondanza! Auguro a tutti di cuore, un sereno Tempo Pasquale.
Don Michele Romano
