Commento al Vangelo di oggi

IL CRISTIANO: È L’UOMO DELLA “GIOIA PIENA”!

Oggi la Chiesa, ci fa celebrare la Memoria, della scelta di Mattìa, nella ricomposizione del Collegio a
Apostolico, in sostituzione di Giuda Iscariota, e Pietro lo fa, affidandosi alla sorte, all’Ispirazione Divina (At 1, 26), “onde evitare possibili dispiaceri o invidie”, commenterà San Giovanni Crisòstomo. Mattìa viene scelto, per ristabilire il Progetto originale di Gesù: 12 Apostoli, a rappresentare le 12 Tribù di Israele. Sembrerebbe quasi, un Apostolo di “riserva”, pronto ad entrare in campo, e che Dio chiama al momento opportuno. Nel Vangelo di oggi (Gv 15, 9-17), il Signore raccomanda agli Apostoli, la gioia che devono possedere:.. “Vi ho detto queste cose, perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (v 11). La Gioia e la Pace, devono essere sempre, i frutti di ogni impegno apostolico. Un Cristiano triste, non ha ragione d’essere, perché chi possiede Dio nel cuore, è sempre “luminoso” e gioioso! Santa Teresa del Bambin Gesù, così pregava: “Dio, liberami dai Santi con la faccia triste…!”
E come non ricordare il grande Bernanòs, che diceva: “Il Cristiano, è un uomo, che può andare vestito a festa, ogni giorno, perché porta sempre con sé la Gioia!” I destinatari privilegiati di questo Amore, che oggi viene annunciato, siamo proprio noi Sacerdoti, a cui Gesù dice: “Rimanete nel mio amore…” (v 9b). Lui ha riposto tutta la sua Fiducia in noi, perché dobbiamo essere “i primi testimoni”, che dobbiamo doverosamente incarnare in noi, la Persona di Cristo: “Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi” (v 9a). Gesù, ha chiesto a Mattìa, a tutti i suoi Discepoli, a tutti noi, di
rimanere nel suo Amore. Per questo ci ha “scelti” fra gli uomini, e “consacrati”, per svolgere una “Missione alta” – “In Persona Christi” – rendendoci, così, capaci di: Consacrare, Benedire, Assolvere, Educare e Testimoniare la Fede. Ci ha chiesto di diventare “Pane” per tutti, disposti anche a donare il nostro sangue, sempre disponibili a fare di tutta la nostra vita, una “Santa Messa”, un’Eucarestia continua. Infatti, il Memoriale di Cristo, si perpetua e si realizza, grazie ai Sacerdoti e per loro tramite, in tutti i fedeli. Per questo, noi Sacerdoti, dobbiamo “brillare” come lampade poste sul lucerniere, perché per Divina disposizione, abbiamo il compito di: Guidare, orientare, e sostenere, tutti coloro che il Signore pone sul nostro cammino. Essere, e vivere da Sacerdoti, non deve costituire un privilegio di cui vantarsi, ma è scoprire ogni giorno, la sublimità di una “Missione”, in atteggiamento di profondo umiltà, consapevoli che “Cristo è morto per noi, quando eravamo ancora peccatori” (Rm 5, 5). Pronti, anche, a “lavare i piedi”, e detergere ogni lacrima, ogni miseria, con “l’acqua viva”, che scorga dal costato di Cristo. Questo significa comprendere, la “predilezione”, di cui, indegnamente, siamo stati fatti degni, assolvendo all’urgenza della Testimonianza, ma soprattutto, vivendo una intimità indissolubile di Comunione con Cristo Signore, che vuole renderci partecipi della pianezza della sua gioia. Infatti, ormai siamo suoi “Amici: “Non vi chiamo più servi…, Ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi” (v 15). Ci aiuti, in questa nostra opera di Testimonianza, la Vergine Madre, “la piena” di Spirito Santo, perché solo con Lei, che ha generato Gesù per noi, possiamo a nostra volta, generare Cristo sui nostri Altari. Auguro a tutti, un buon Tempo Pasquale.

don Michele Romano

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