Commento al Vangelo di oggi

SOLO DA GESÙ, RICEVIAMO: VERA PACE E GIOIA PIENA.

La Perìcope Evangelica di oggi (Gv 15, 9-11), è la continuazione. di quella della “Vite e dei Tralci”, che abbiamo meditato ieri, e ne costituisce il completamentodi questi, che sono meglio conosciuti, come: i “Discorsi di Addio” di Gesù. In sintesi, sono le due parti di un Dìttico, che si illuminano a vicenda. Nella prima tavola, ieri, abbiamo visto come predomini il linguaggio delle “similitudini”
(La Vite e i Tralci), che fa leva sul “rimanere” e “portare frutto”. Nella seconda parte, di stamane, invece, questi temi, sono arricchiti da altri sviluppi, come i “comandamenti” e la “gioia”. La parola che li unifica tutti, però, è l’Amore. Ma ci chiediamo: Come rendere possibile questo Amore nella nostra vita? La prima “indicazione”: “Come il Padre ha amato me, anch’io ho amato voi” (v 9a), non solo costituisce l’origine e la base fondamentale di tutta la vita Cristiana, ma fonda la mutua inabitazione della SS.Trinità in noi, e di noi in Essa. Nell’imperativo che segue: “Rimanete nel mio amore…” (v 9b), Gesù ci esorta, con determinazione, a rimanere nel suo Amore! Questo “stare” accanto a Lui, è reso possibile, solo dall’osservanza dei suoi Comandamenti, grazie ai quali, la linfa dell’Amore, circola dalla Vite ai Tralci: “Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore” (v 10a). Sorprende, alla fine del Brano Evangelico, la motivazione della gioia, che Gesù ci dà: “Vi ho detto queste cose, perché la mia gioia sia in voi, e la vostra gioia sia piena” (v 11). Paradossale, quindi, che il mondo cerchi la “Gioia”, fuori di Lui, nella mera evasione e nel divertimento effimero, mentre nel Vangelo, essa invece, è ìnsita nell’osservanza dei Comandamenti di Gesù, ovvero: è “dentro”, non fuori, la vita del Cristiano. Il grande George Bernanòs, amava ripetere: “Il Cristiano, è una persona, che può andare vestito “a festa”, ogni giorno, perché porta con sé la Gioia!” Per quanto difficile possa essere la sequèla di Cristo, non può prescindere o ignorare la Gioia. Solo quando ci sentiamo amati, siamo veramente felici e gioiosi. Una gioia che, come la “Sua” Pace, non è mai da confondere con quella che ci propina il mondo. È una gioia interiore, assoluta, completa, che nulla può spegnere, nemmeno il peccato o il dolore. Basta solo che nella nostra libertà, ci lasciamo “amare” dal Signore, ci lasciamo “trovare” e “raggiungere” dalla sua Misericordia. Pertanto, Signore, insegnaci ad Amare, come Tu ci ami, perché, diversamente, se il nostro cuore, non “brucerà” più di Amore, il mondo morirà di freddo. Auguro a tutti di cuore, un buon Tempo Pasquale.

don Michele Romano

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