Commento al Vangelo di oggi

O SPIRITO SANTO: IL NOSTRO “MAESTRO INTERIORE”!

In queste Domeniche dopo Pasqua, stiamo leggendo alcuni brani, dei Discorsi di Gesù, pronunciati nella sua “Ultima Cena”, e che Giovanni, anche oggi (Gv 14, 21-26), ci riporta in un contesto di dialogo, ma col sapore delle ultime raccomandazioni, quasi un “Testamento Spirituale”, che riassumono le linee essenziali del suo Insegnamento: Amare Gesù, è un impegno concreto e di accoglienza: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama” (v 21a). Questo “Amore”, ci rende “Tempio” di Dio, Dimora in cui si esprime l’infinita intimità del Padre e di Cristo, nell’Amore totale ed immenso, dello Spirito Santo. Ecco, allora, che tra i discepoli, sorge spontanea una domanda, formulata da Giuda di Giacomo: “Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?” (v 22). Vorrebbero che Gesù si imponesse al mondo, e manifestasse le sue opere in pienezza. Già prima, i suoi “fratelli” (ovvero: i suoi “consanguinei”), gli avevano fatto una proposta pubblica: “Parti di qui e và nella Giudea…, Nessuno infatti, se vuole essere riconosciuto pubblicamente, agisce di nascosto…, Manifesta te stesso al mondo” (Gv 7, 2-4). Ma Gesù, non cerca la sua “gloria”, rifiuta ogni spettacolarità. Infatti, nella sua grande umiltà, non ha mai fatto riferimento a qualsivoglia miracolo, ma le sue vere “opere”, sono le sue “scelte”, come: l’attenzione alla “liberazione” di ciascuno; Il rispetto della dignità di ogni persona, attualizzando così, quanto scrisse Isaia: “Non griderà, né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, proclamerà il diritto con verità” (Is 42, 2-3). Gesù, sa che i suoi discepoli, vuoi per le loro (“umane”) attese, vuoi per l’affetto che gli portano, non sono ancora in grado di comprendere questi “messaggi”, perciò dice loro con fiducia: “Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa, e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (v 26b). Saranno proprio questi due Verbi: “Insegnare” e “Ricordare”, a caratterizzare in sintesi, tutta l’opera dello Spirito, detto il “Paràclito” (Dal greco: “Parà” – “Presso”, e “Kalèo” – “Chiamo”= “Chiamato presso” – ossia, “Invocato”.
1)- “Insegnerà”, per aiutare ciascuno di noi ad accogliere la “novità”, nascosta nella nostra quotidianità, nelle attese, e nei tanti “segni” che Dio dissemina nella nostra esistenza;
2)- “Ricorderà”, perché noi, tante volte, possiamo “dimenticare” o “sublimare” gli insegnamenti e le scelte di Gesù, perché tante volte sono compromettenti, difficili, quasi inumane, come: “Amare i nemici…”; “Pregare per chi ci perseguita…!” Solo il Dono dello Spirito Santo, quale nostro “Maestro Interiore”, ci permette, attraverso la Preghiera e la Meditazione, di capire: cosa e come fare, per restare fedele al Signore, in obbedienza alla sua Parola di Verità. Ecco perché, lo Spirito Santo, è chiamato anche “Spirito di Verità”, o “Spirito di Cristo, che è la Verità! Gesù, ormai, ha “dato” e “detto” tutto: Sta a noi, ora, fare in modo che la sua presenza tra noi, si “ravvivi” ogni giorno, grazie al Dono dello Spirito Santo, chiamato, appunto, il “Vivificatore”. Spirito che dobbiamo ogni giorno: Invocare, Chiamare, ed Accogliere! Tante volte, anche come Chiesa, pur consapevoli di vivere il “Tempo dello Spirito Santo”, restiamo inoperosi e spenti, proprio perché non sappiamo invocarlo abbastanza, né confidare nel suo intervento, o nella sua illuminante presenza. Auguri, perché possiamo sempre trascorrere, un buon Tempo Pasquale.

don Michele Romano

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