
TU PADRE…, TI RIVELI AI “PICCOLI”!
Oggi, questi pochi versetti del Vangelo (Mt 11, 25-30), ci danno la possibilità di penetrare nel grande Mistero della Divina Sapienza: “Tu, o Dio, Signore della Forza,
agisci con Mitezza…; Tu, l’Onnipotente, non hai ritenuto un “Tesoro geloso”, l’Essere Dio, ma ti sei Umiliato, fino a “Lavarci i Piedi”…; Sempre rispettoso della nostra Libertà, hai lasciato che, noi Uomini, ti inchiodassimo su una Croce…, e Tu, paradossalmente, hai Pregato per noi, giustificando la nostra Ignoranza (“Padre, perdonali, Non Sanno…!”). È così, che anche la nostra vita, è caratterizzata da molti misteri, che vorremmo ci fossero svelati. Oggi, Gesù, dice compiaciuto al Padre: “Ti rendo lode Padre, Signore del Cielo e della Terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti, e le hai rivelate ai piccoli” (v 25). Ci sia ben chiaro che, dei “segreti” profondi della vita, ne saprà sempre di più la vecchietta, senza alcun titolo di studio, di tanti “saggi e sapienti” (Rabbini e Farisei), Teologi e Professori, che possono anche vantare un curriculum di Studi ineccepibili, e magari presso le più prestigiose Università, ecc., ma il Padre, privileggerà sempre le persone umili, insignificanti agli occhi del mondo, “i piccoli”, gli scartati, che, tuttavia, con la loro semplicità e povertà interiore, sanno mettere a frutto le parole e le azioni di Gesù, riconoscendone l’identità più segreta… e, ahimè, questo vale non solo per l’epoca di Gesù, ma anche per noi oggi. Questo brano, in definitiva, contiene un forte richiamo alla Conversione, rivolto a tutti, ma soprattutto a chi si ritiene di essere detentore di sapienza e assennatezza: Dio dona la sua “Rivelazione”, a chi smette di fare affidamento sulla “propria sapienza”, rivelandosi agli uomini, magari “senza cultura”, senza competenze nelle scienze religiose, che puntualmente, allora come oggi, venivano disprezzati dagli Scribi e dai Farisei, che così commentavano: L’ignorante è un povero peccatore, e l’uomo dei campi non può appartenere a Dio! Ma solo Dio, che vede nel segreto dei cuori, può giudicarci, perché è consolante sapere, che Lui dona, non secondo i meriti, ma secondo le necessità! A Lui, sia ben chiaro, niente resta “nascosto”. A tal proposito, mi piace citare un Proverbio arabo, che dice: Se in una notte nera, una formica nera, sale su un muro nero, Dio la sta osservando! Che bello! Ecco perché preghiamo: “Non guardare Signore, i nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa…!”, cioè: ai Poveri, ai semplici, ai reietti, a quelli che vengono guardati con disprezzo dai (“cosiddetti”) “devoti”, ma che, tuttavia, sanno ascoltare con entusiasmo la tua Parola, ed accogliere con gioia e gratitudine la predicazione del Regno. Pur nella fatica e negli insuccessi, anche Pastorali, non dobbiamo mai scoraggiarci o demordere. Perché la “strategia” del Padre, e la sua logica inattesa, saremo in grado di comprenderla, solo allorquando sapremo “aprire” il nostro Cuore alla Speranza, un Cuore che sceglie di “arrendersi” all’ostinazione, sapendo valutare “il limite” della ragione, spalancandosi così, all’inaudito di Dio. Per questo, oggi, Gesù, ci invita quasi ad “iscriverci” alla sua Scuola: “Venite a me, voi tutti…, e imparate da me…: l’Umiltà e la Mitezza” (v 28), solo così, la “Promozione” a fine Vita, sarà la nostra stessa Salvezza. Se su questa terra (apparentemente), sono gli arroganti a vincere, le persone cosiddette “splendide”, i sani, i senza scrupoli, i saccenti, ecc., nella logica di Dio, invece, comprendono tutto, solo: Gli sconfitti, i perdenti, i miseri…, perché sono capaci di spogliarsi da ogni attesa e da ogni malizia. Ecco perché nelle nostre Parrocchie, l’attenzione agli “Ultimi”, deve caratterizzare ogni nostra scelta Pastorale, e i nostri stessi Movimenti Liturgico- Catechetici. Chiediamo, pertanto, al Signore: “Donaci o Padre, un Cuore umile e confidente, che ci faccia diventare come Bambini. Infatti, è ai “piccoli”, che il Padre si rivela” (CCC n.
2785). Auguro a tutti, sempre, un buon Tempo Pasquale.
don Michele Romano
