
QUANTO SIAMO PREZIOSI, AL COSPETTO DI DIO !
Il brano Evangelico di oggi (Gv 10, 11-18), ci porta all’interno del discorso del “buon Pastore”, dove Gesù applica questa metàfora, alla propria Missione, di “Inviato” dal Padre, per offrire “liberamente” e per Amore, la sua Vita al mondo, al fine di raccogliere “tutti” i figli di Dio “dispersi”, nell’unità di un solo Gregge, e sotto la Guida di un solo Pastore. Ciò che differenzia il “buon” (lett.”Bello”-“Kalòs” in greco) Pastore, dal mercenario, è che, mentre il buon Pastore dà la vita per le sue pecore, il mercenario (un “prezzolato”, che lavora solo per guadagno!), davanti a rischio e al pericolo (v “il lupo”) fugge, per salvare egoisticamente, solo la sua vita. Invece, è proprio il “Dono” della vita, che manifesta il grande Amore di Gesù, “buon” Pastore, per tutti noi, sue pecorelle. Un “Dono” supremo, che ci fa capire davvero: Quanto siamo preziosi, al cospetto di Dio, non solo frutto di una grande “conoscenza”, ma intesa anche, come reciproca appartenenza! Quella del Pastore, è una immagine molto ricorrente, anche in tutto l’Antico Testamento, e viene sempre associata a Dio e alle guide del suo Popolo (Re – Sacerdoti – Profeti), che come Pastori, si prendono cura di Israele. Ma non sempre, è stato così! Ecco perché adesso, si contrappone Gesù, quale “buon Pastore” per eccellenza! Infatti, in questa breve perìcope, l’Evangelista Giovanni, ci invita a leggere in filigrana, la critica proprio nei confronti dei Pastori di Israele (Capi e Sacerdoti), che non hanno saputo prendersi cura del Popolo di Dio! Nel confronto con il mercenario, poi, che di fronte alla minaccia del lupo fugge, perché non è disposto a rischiare la sua vita, c’è da evidenziare che: Mentre le Pecore sono i Credenti, il lupo può essere inteso, come i tanti pericoli che insidiano la vita e la fede della Comunità Cristiana; “Lupo”, che ha come solo intento, quello di disperderci, allontanarci da Dio, escludendoci dalla Salvezza. Per questo il “Lupo”, può essere identificato come l’Antico Avversario, nostro, e di Dio! Al contrario del mercenario, che non ha nessuna relazione con le pecore, Gesù, il buon Pastore, “conosce”, ossia, “ama” i suoi. Questa “conoscenza”, in senso biblico, è da intendersi come un legame d’Amore, intimo e profondo, come una reciproca appartenenza! È lo stesso forte legame d’Amore, che caratterizza Gesù stesso e il Padre: “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10, 30). Il discorso, poi, si allarga, quando Gesù fa capire che non è venuto solo per Israele, ma per “tutti” i Popoli: “Ho altre pecore che non provengono da questo recinto…, anche quelle io devo guidare” (v 16a), facendoci capire che Lui, quale Unico Pastore, condurrà (attraverso la sua Morte e Risurrezione) “Tutti” alla Salvezza, realizzando così, più che un solo “Ovile”, un solo “Gregge”, perché a Gesù, interessano più le “Persone”, che gli “Spazi”! Cristo è morto per tutti, ma, ahimè, ancora oggi, nel mondo e nella stessa Chiesa, constatiamo tante divisioni, e continuiamo sempre a Pregare, perché si realizzi il “sogno” di Dio: “Essere un solo gregge, sotto la guida di un solo pastore”(v 16b). Purtroppo, ancora oggi, quante (scandalose!) divisioni, quanti “recinti” in atto, che obbediscono più alla “Tentazione” del Lupo, e che purtroppo, già San Paolo, ci descriveva con sofferenza: “Io sono di Paolo, io sono di Apollo, Io sono di Pietro, io di questo ed io sono di quest’altro…!”
(1Cor 3, 1-9), anziché impegnarci per formare, quale obiettivo finale, un solo “Gregge”, che si riconosce in un solo Pastore, evidenziando così, la natura universale della Salvezza. Fidiamoci, pertanto, di Gesù, come Colui che ci protegge, ci “conosce” intimamente, e ha dato tutto per noi, offrendo, in tal modo, ad ognuno di noi., una “Vita”, che nessun “lupo”, potrà mai distruggere definitivamente! Auguro, pertanto, a tutti, tanta serenità, in questa meravigliosa giornata.
don Michele Romano
